Qualità oratoria

Wikipedia:

La retorica (dal greco ῥητορικὴ τέχνη, rhetorikè téchne, «arte del dire») è l’arte di parlar bene, la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, ovvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criterio per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto essa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «discorso sul discorso».[1]

Lo scopo della retorica è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell’oratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di assenso psicologico; per altro verso ha una base epistemologica: lo studio dei fondamenti della persuasione è studio degli elementi che, connettendo diverse proposizioni tra loro, portano ad una conclusione condivisa, quindi dei modi di disvelamento della verità nello specifico campo del discorso.

…e ancora:

Wright (1867-1959): "Là dove non esiste per l'uomo un sistema di vita equo, adatto al suo sviluppo e capace di migliorarlo, non credo vi siano speranze per una buona architettura."

E potremmo fermarci qui.

 

Prosegue: "…Io proclamo che è giunta l'ora per l'architettura di riconoscere la propria natura, di comprendere come derivi dalla vita e abbia per scopo la vita quale oggi la viviamo, di essere quindi intensamente umana. Se viviamo con individualità e bellezza, l'architettura diventa la necessaria interpretazione della nostra vita… …gli edifici sono fatti per essere vissuti felicemente, per incrementare questa gioia vivente,"

 

Zevi cita Norris Kelly Smith: ' "Benché il pensiero biblico abbia giocato un ruolo d'importanza incalcolabile nel formare la cultura occidentale, solo con Wright ha trovato espressione nel campo architettonico dominato quasi esclusivamente, per duemila anni, dalla tradizione greco-romana". Contro una "concezione dell'essere" statica, imperturbabile, moderata e armoniosa, una "coscienza della vita" rischiosa, in bilico, psicologicamente impegnata, esultante, talora esplosiva. Organico significa vivente, e "Falling Water" ne costituisce l'apoteosi. L'unico "ordine" valido, in una rappresentazione del mondo che privilegia la persona sulle cose, è quello del mutamento.'

Quanti primi passi…

"Per definire le relazioni tra linguaggio e cultura, occorre escludere due ipotesi. La prima, secondo cui non potrebbe esserci alcun rapporto tra i due ordini; e l'ipotesi contraria, di una correlazione totale a tutti i livelli. Il primo caso implicherebbe l'immagine di uno spirito umano inarticolato e frammentario, suddiviso in compartimenti e stadi tra i quali ogni comunicazione è impossibile. Ma se la corrispondenza tra lingua e cultura fosse assoluta, i linguisti e gli antropologi se ne sarebbero accorti. La mia ipotesi di lavoro si richiama a una posizione intermedia: è probabile che siano osservabili certe correlazioni tra taluni aspetti e a taluni livelli, e il nostro compito consiste nel trovare quali siano gli aspetti e dove siano i livelli… La principale beneficiaria delle nostra scoperte non sarà l'antropologia né la linguistica attuale, ma una scienza dell'uomo che associ diversi metodi e diverse discipline."

Claude Lévi-Strauss – Anthropologie structurale, 1958

 

Integrare, mediare, metabolizzare le seguenti dicotomie:

Architettura organica / Architettura formale

"Formative art" / "Fine art"

Sensazioni intuitive / Pensiero

Immaginazione fantastica / Immaginazione costruttiva

In armonia con la natura / Disdegnosa della natura

Impegno nel particolare / Ricerca dell'universale

Gioia della multiformità / Tensione alla regola, sistema, legge

Realismo / Idealismo

Naturalismo / Stilismo

Forme irregolari / Forme regolari

Crescita secondo un ordine specifico (organismo) / Obbedienza a ordine assoluto prestabilito (meccanismo)

Forme dinamiche / Forme cristallizzate

Forme indipendenti dalla geometria elementare / Forme legate all'elementarismo geometrico e stereometrico

Approccio di buon senso e bellezza "ragionevole" / Ricerca della perfezione, bellezza "assoluta"

Anti-composizione / Composizione

Prodotto di vita vissuta / Prodotto di educazione accademica

Avvistamenti

Quella macchiolina che vedete lì in fondo è Paolo.

Cosa starà facendo?

Cercate di indovinarlo… I vincitori riceveranno (da lui in persona)

un peluche con le sue sembianze.

La gara è aperta! Aggiudicatevi il prezioso gadget!

(spesso non sarete in grado di distinguerlo da quello reale!)

Doubt

Not talking about doubt process, no…

How many times have we heard the expression: “benefit of the doubt”? A lot, surely. But what does it mean..? It’s called benefit because we want to consider someone innocent until proven guilty? So far, so good. The question is another.

How many times have we heard the expression: “Stop judging that YOU may not be judged”? Even more often. And we all agree that among a pool af sinners it does not have much sense pointing finger at someone. But again:

How many times have we heard the expression: “All things are clean to clean [persons]. But to [persons] defiled and faithless nothing is clean, but both their minds and their consciences are defiled.”?

 

Now let’s put to a system these three equations (note that in mathematics as well they would be called ‘expressions’). What conclusion can we come to?

Firstly, for human beings judgment is something that travels along with their look. Evrything we hear, see or think, it is automatically classified as white/black/gray (simplifying). Only who has no moral values to refer to can exempt from this mental process, i.e. a baby. Remarkable is indeed we call him/her “innocent”! Why innocent? Because, it’s clear, evil is so only if it’s accomplished on purpose. Or better, crime is imputable only if you are aware of the law (while, on the contrary, state’s law does not admit ignorance). I am saying this deliberately irrespective of the fact that we are imperfect, then we tend to do what’s bad.

Then?

Then we have to fight this tendency with active mental processes. For example, as it’s so often said, it is good practice to keep for ourselves our judgements (without starting to argue about their supposed good quality) (and here we could link to rumors). After this, we have to enact a process. Inside our heads. But careful: NOT to verify “truth” (“what is truth?” from the human point of view, Pilate was certainly right), but to LISTEN THE WITNESSES, that is to strive to imagine opinions and points of view different from ours, to weigh up their reasonableness, to examine their reasons, and so on… In the end, besides if we have “liked” all this, we have to archive the session record and put our soul to rest, aware that possible judgements are a lot, and that:

A) we do not have enough elements to pass one.

B) more important: we do not have the authority to pass one.

The christian is called to keep his conduct on the base of principles, not of laws. This difference in naming, only, should let us guess that there is a difference legally-esecutively talking too. Since there are no precise rules of conduct, everyone is called to judge only himself. Once we have a clear coscience before our only Judge, our assignment ends. Then everything our neighbor or our brothers will do will be pure (that is we will bestow them a real benefit of doubt). Otherwise, if we measure with any meter, everything, i say everything our brothers will do will be wrong (or potentially wrong) in our heads. And we know this is wrong too. It is not healthy for us. It would be the curse, of doubt.

 

From free (“truth will set YOU free”)…

…to slave (“They bind up heavy loads and put them upon the shoulders of men”).