Wikipedia:
La retorica (dal greco ῥητορικὴ τέχνη, rhetorikè téchne, «arte del dire») è l’arte di parlar bene, la disciplina che studia il metodo di composizione dei discorsi, ovvero come organizzare il linguaggio naturale (non simbolico) secondo un criterio per il quale ad una proposizione segua una conclusione. Sotto questo aspetto essa è un metalinguaggio, in quanto cioè un «discorso sul discorso».[1]
Lo scopo della retorica è la persuasione, intesa come approvazione della tesi dell’oratore da parte di uno specifico uditorio. Da un lato, la persuasione consiste in un fenomeno emotivo di assenso psicologico; per altro verso ha una base epistemologica: lo studio dei fondamenti della persuasione è studio degli elementi che, connettendo diverse proposizioni tra loro, portano ad una conclusione condivisa, quindi dei modi di disvelamento della verità nello specifico campo del discorso.
Bel post.
Anch'io spesso penso che la retorica è un'arma molto potente e di cui spesso si sottovaluta la carica emotiva. Infatti i bravi oratori sanno anche suscitare emozioni nell'uditorio o negli studenti. La cosa che mi dispiace è che molti oggi nel mondo la usano male, per i propri interessi, e quindi chi si occupa di retorica è visto spesso come un "arringatore". Che bello poter esercitarsi ad usarla in modo proficuo per noi e per gli altri 🙂
Esatto. Tanto per ribadire che specie ultimamente la società ci sta fornendo tips & tools sulla retorica e su come farne buon uso. Una mia meta sarebbe conoscere e usare tutte le figure retoriche, per esempio, in maniera proficua.
Bel colpo! 🙂
Come figura retorica iniziale vorrei proporre la Adynaton, per evidenziare l’improbabilità di un evento, si sostiene la maggior facilità che ne accada un altro impossibile….
Anzi no, io schiero te Zeugma…
Fuori sgorgando lagrime e sospiri.