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Visioni dal nuovo mondo – pt.3

In riferimento allo studio Torre di Guardia della settimana del 12 ottobre 2015.

Lo schiavo fedele e discreto ci sta fornendo visioni sempre più dettagliate, precise, organiche, verosimili, credibili, del nuovo mondo. Basta pensare alle ipotesi prospettati nello studio menzionato all’inizio (cliccare sul link o sull’immagine per aprirlo).

Premessa tra parentesi, è interessante quanto riportava il paragrafo 1, i campi in cui affineremo le nostre capacità (e io aggiungerei sia individuali che collettive) sono principalmente 3: al primo posto guarda un po’ la scienza, poi la musica (fra le tante arti) e poi l’architettura (che è sia scienza che arte, discorso a parte). Mi sento già a casa.

La deformazione professionale e la passione personale evidente anche in quello che scrivo qui sopra, mi hanno portato a notare qualcosa di… insolito? nuovo?

Ognuno di noi già pensa a cosa vorrà fare, dove vorrà andare… di questo si parlava. Interessante ciò che suggerisce l’immagine sopra, dove marito e moglie osservano una porzione di paesaggio (insediato, non allo stato naturale) nel cui ambito costruiranno la loro casa. Non faranno una cosa a caso (casa cosa a caso: allittero), hanno in mano un progetto. Osservando questo, emergono alcune considerazioni da fare.

  • Pianificazione – questo è un concetto che stiamo imparando fa parte (e sempre farà) dell’organizzazione di Geova. Lo sviluppo non è casuale, 1 Corinti 14:33 dice “Dio non è [un Dio] di disordine, ma di pace”. Molto difficilmente possiamo immaginare il nuovo mondo come frutto e risultante della sommatoria delle iniziative private. Questo del resto è già successo, in Italia ce l’abbiamo ben presente, e si chiama abusivismo.

Quindi anche se come dicevamo ognuno si farà casa come più gli piace, ci saranno certamente delle indicazioni, linee guida, canoni estetici funzionali, regole e standard da rispettare. La bellezza e il piacere, ci insegna Dio tramite l’arte e la natura, risiedono nell’armonia, non nella casualità.

Punto consequenziale:

  • Stile progettuale – non mi riferisco alla velleità, ma alla sintesi degli aspetti menzionati finora riflessi nel progetto che si intravede nell’illustrazione. Evidenzio le possibili linee principali, aggiungete il declivio roccioso con la vegetazione nella vostra immaginazione:

Senza scendere nei particolari, potremmo fare questa analogia approssimativa, a livello visivo, con il prospetto di un noto edificio di grande pregio:

 

Senza scendere nei particolari, potremmo fare questa analogia approssimativa, a livello visivo, con il prospetto di un noto edificio di grande pregio. Mi sento di dire che la somiglianza è abbastanza evidente.

L’edificio in questione è Fallingwater, la famosa Casa sulla Cascata di Frank Lloyd Wright. Eccone una foto:

Cito da Wikipedia la descrizione sintetica dell’opera: “Quest’architettura (definita dal suo autore “architettura organica“) promuove un’armonia tra genere umano e natura, la creazione di un nuovo sistema in equilibrio tra l’ambiente costruito e l’ambiente naturale attraverso l’integrazione dei vari elementi artificiali (costruzioni, arredi, ecc.) e naturali dell’intorno ambientale del sito. Tutti divengono parte di un unico interconnesso organismo architettonico. Wright adopera per raggiungere la sua architettura organica non solo i materiali del luogo, come la pietra, ma anche e soprattutto una moderna tecnologia espressiva, che nonostante la sua apparente dirompenza si integra meravigliosamente con i suoi volumi nello spazio del luogo.”

Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro…


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Visioni dal Nuovo Mondo pt.1

Visioni dal Nuovo Mondo pt.2

Codex + Scroll | Codice e Scorrimento

Vogliate perdonare la traduzione parzialmente impropria.

Abbiamo da poco studiato i fattori che contribuirono al successo della predicazione della buona notizia nel primo secolo e nei nostri giorni. Un fattore nel primo secolo fu il codice (codex), che andò a sostituire i rotoli (scrolls). Questo perché più pratico e funzionale alla consultazione, allo studio, al trasporto, in conclusione alla predicazione.

Si è fatto il parallelo ai nostri giorni con le innovazioni tecnologiche nel campo della stampa e telecomunicazione.

Ora, ripensando a quello che la gente dice delle novità tecnologiche, nella fattispecie riguardo al sito internet e alle pubblicazioni digitali, mi è venuta in mente la seguente scena, immaginaria, sottolineo, ma verosimile, soprattutto se facciamo poi un parallelo. Premetto che il rotolo, come vedete sopra, è un gran bell’oggetto. Personalmente lo ritengo esteticamente anche superiore al libro, ma questo è di secondaria importanza.

Siamo appena entrati nel II sec. E.V. I cristiani stanno cominciando ad usare il codice come supporto per le scritture, diffondendo la buona notizia in tutto l’impero romano. Questo oggetto sta entrando nell’uso comune, mentre i rotoli sono ancora molto diffusi. Tutti i manoscritti più antichi delle scritture sono su supporto “scroll”. Con tutta probabilità in ogni congregazione (e sinagoga ebraica) sono depositati simili preziosi manufatti. Gesù, quando venne sulla Terra, predicò e insegnò e lesse le scritture usando i rotoli. Similmente fecero tutti gli apostoli. Sono ancora in vita cristiani di età avanzata che hanno conosciuto di persona l’uno o gli altri, o che comunque sono da molti anni nella verità e che hanno sempre considerato il rotolo IL supporto delle Sacre Scritture, in un certo qual senso ufficiale, tradizionale, “vero”. A confronto i codici sono sgraziati, goffi, con quelle pagine ritagliate da girare, facili a rovinarsi… con quella cucitura piuttosto grottesca da una parte che tiene insieme i fogli… si dicono che si fa prima a trovare i versetti ma noi che conosciamo i rotoli sappiamo ormai istintivamente fino a che punto scorrere e srotolare e di certo non ci mettiamo di più… ecc ecc.

Tutto plausibilie. Tutto ragionevole.

Peccato che il codice è stato il proto-libro. I suoi vantaggi sono innegabili, a nessuno oggi verrebbe in mente di tornare in massa ai rotoli. Che sono belli, si, però finisce lì.

Dicevo, in maniera analoga, oggi, l’organizzazione di Geova continua a non essere tradizionalista né sentimentale. I vantaggi della tecnologia sono sotto gli occhi di tutti.

Quindi sì, il cartaceo è bello. Sicuramente a casa teniamo i nostri bei volumi, perché sono effettivamente belli, le nostre Bibbie e tutto il resto, che tra l’altro viene prodotto con una qualità sempre maggiore. Però avete capito dove voglio andare a parare.

Il nostro sito jw.org, ad oggi disponibile con pagine o contenuti complessivamente in 726 lingue, ha registrato in soli due anni miliardi di visite, milioni e milioni di riviste e video scaricati, e pensate 100.000 CENTOMILA richieste di studi biblici.


Ora tutto questo mi fa venire in mente Daniele 12:4 – “E in quanto a te, o Daniele, rendi segrete le parole e sigilla il libro, sino al tempo della fine. Molti [lo] scorreranno, e la [vera] conoscenza diverrà abbondante”.

Questo non solo perché viviamo nel tempo dell’adempimento di questa profezia, in quanto davvero molti oggi scorrono o esaminano la parola di Dio e la vera conoscenza non è mai stata così abbondante.

C’è anche un gioco di parole che ha dato il la a questa breve esposizione. Daniele scriveva su rotoli, a Babilonia. Era quello il tipo di libro che doveva sigillare. E anche se un’opera di consultazione dice che il verbo ebraico qui tradotto “scorrere” dà l’idea di qualcuno che esamina un libro attentamente e approfonditamente, a me fa anche venire in mente l’azione di scorrere srotolando un rotolo, come ai tempi degli scrittori biblici. E non solo. Curioso è che:

– “scroll” in inglese significa sia rotolo come quelli di cui abbiamo parlato finora, sia scorrere (ad esempio molto usato nelle pagine internet, scroll up, scroll down, per fare cioè su e giù).

– “codice”, nell’accezione più comune del termine non riferita agli antichi manoscritti rilegati, è anche ciò che produce sui nostri dispositivi qualsiasi cosa visualizziamo. Anche questa pagina che state leggendo è visualizzata tramite un’applicazione che comprende il codice in cui è memorizzata e trasmessa, e che successivamente la “traduce” in termini grafici.


Articolo realizzato consultando e “scrollando” principalmente jw.org e wol.jw.org. Consegnato a voi principalmente tramite codice html e php.

 

Intuizione E Ragionamento

Una o più generazioni di menti potrebbero essere state rovinate da qualcosa che si supponeva dovesse essere d’aiuto.

Quante volte abbiamo sentito dire (o ci siamo lamentati al riguardo): “Questo metodo di apprendimento non è intuitivo” o “Questo programma (software) non è intutivo” o “Compra il nuovo tablet smartphone computer: ancora più intuitivo”.

Ma chi l’ha detto che tutto debba essere intuitivo? Quanto è intuitivo un libro? Qualsiasi cosa si studi, viene chiamata in causa la ragione, la riflessione e l’analisi.

Dizionario:

intuitivo

[in-tui-tì-vo] agg., s.
  • agg.
  • 1 Dell’intuizione: facoltà i. della mente; che si attua per mezzo dell’intuizione: conoscenza i.; in cui predomina l’intuizione sul ragionamento: giudizio i. || metodo i., secondo il quale l’insegnamento deve prendere l’avvio dai dati acquisiti dal bambino con l’esperienza diretta
  • 2 estens. Che si capisce o s’intuisce facilmente; evidente: verità i.
  • 3 Istintivo, naturale: i. purezza di stile
  • 4 Che procede più per intuizione che per ragionamento: persona i.
  • s.m. (f. -va) Nell’accez. 4 dell’agg.
  • avv. intuitivamente, in modo i.
  • • sec. XVI

In pratica intuitivo è divenuto sinonimo di semplice, immediato, facilitato, rapido: l’equivalente un cervello in poltrona, obeso, col diabete, che non fa altro che guardare la tv.

La realtà dei fatti è che poche cose possono essere comprese od eseguite veramente bene in maniera esclusivamente intuitiva. La vita non è una costante partita a biliardino. L’universo è un sistema complesso e la vita che ognuno di noi svolge al suo interno segue protocolli semplici e complessi organicamente e dinamicamente correlati. Non possiamo, non dobbiamo vivere come scimmie.

E la chiamerebbero evoluzione? Quand’anche fosse presente una reale ed effettiva evoluzione biologica, quindi neurale e intellettuale, è chiaro a tutti che è in atto una pesante INvoluzione culturale, intellettuale, per non entrare nel merito della morale e dell’etica.

Il fiume della vita

Per vita si intende quella umana. Dio ha dato all’uomo la facoltà di riprodursi. Questa capacità è qualcosa di unico: in maniera indipendente dalla diretta azione divina è possibile portare all’esistenza nuovi individui. Non è così per gli angeli: sono stati creati tutti direttamente da Dio ed essi non possono creare altri loro simili.

Dio considera l’embrione appena formato un essere umano. Pertanto al momento della fecondazione viene scritto (o invoked, in termini informatici) un nuovo life pattern.

Questo non coincide con l’alito della vita, che è la forza vitale – energia, spirito – sostenuta dal metabolismo (nutrimento + respirazione) ed è una forza, quindi priva di identità o di unicità diverse fra i vari individui.

La teoria del life pattern coincide con il corretto intendimento riguardo allo spirito e all’anima; ma la domanda che mi ha spinto a fare questo ragionamento è stata:

Visto che gli angeli non potevano generare altri individui, come hanno fatto a generarne di umani, dopo aver materializzato dei corpi? Se al concempimento fosse coinvolta l’azione diretta di Dio, come avrebbe potuto Egli approvare e contribuire a generare la generazione dei nefilim?

La risposta è in questo: solo nel caso di Adamo la Bibbia dice che Dio soffiava nelle sue narici l’alito della vita. Forti di questa certezza, e della conseguente deduzione riguardo alla forza vitale in noi che è alimentata dal metabolismo, capiamo anche che: tutti gli esseri umani nati da altri esseri umani hanno il medesimo spirito o forza vitale. Mi spiego meglio: i processi alla base della vita hanno luogo nella cellula, grazie a reazioni chimiche che si verificano grazie all’energia immagazzinata nelle varie sostanze che la compongono. A partire da quando si ha un nuovo individuo, ovvero al concepimento, da dovie viene suddetta energia? Un attimo prima l’embrione era due cellule distinte, appartenenti ad altri due individui – i genitori. Ne consegue che l’energia iniziale dell’embrione è diretta conseguenza nonché somma dell’energia dei due gameti, maschile e femminile. Ogni singola cellula è viva; ergo lo spirito, forza vitale è diffuso in ogni nostra cellula.

Quindi non c’è immissione di “nuovo” o altro spirito da parte del Creatore al momento del concepimento di un nuovo essere umano. C’è soltanto la manifestazione di un nuovo life pattern, e questo non siamo ancora in grado di comprenderlo.

Come dicevamo, questo ha permesso ai demoni di generare figli umani: hanno fecondato delle cellule umane con delle cellule da loro materializzate (quindi presumibilmente anche soggette a ingegneria genetica) sfruttando quindi un meccanismo sempre acceso, senza dover ricorrere a fonte d’energia esterna – Dio.

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Come sintetizza l’immagine, possiamo immaginare lo spirito degli esseri umani come un grande e ramificatissimo fiume, la cui sorgente è Dio.

Luoghi come il Tartaro

Riprendo il discorso  in merito ai “luoghi” come accennato nel post precedente.

Un luogo non è necessariamente uno spazio geometrico; possiamo immaginarlo come uno stato, o condizione. Anche nello spazio fisico trovarsi “qui” o “lì” d’altra parte significa avere tre numeri, nel proprio database, nella tabella posizione alle voci x-y-z.

Se Satana e i demoni sono stati scacciati dai cieli solo nel secolo scorso, il Tartaro cos’è? Riporto alcune citazioni:

“…il Tartaro, più che un luogo particolare, è una condizione. Pietro infatti dice che quegli angeli disubbidienti sono in “fosse di dense tenebre”, mentre Paolo dice che sono “nei luoghi celesti”, da dove esercitano un’autorità tenebrosa come malvage forze spirituali. (2Pt 2:4; Ef 6:10-12) Similmente le dense tenebre non si riferiscono a una letterale mancanza di luce, ma al fatto che sono stati esclusi dalla luce di Dio essendo stati rinnegati e proscritti dalla sua famiglia, e avendo solo una tetra prospettiva in quanto al loro destino eterno.”

Ricordiamo due cose:

  1. Satana è incluso fra questi, e si trova nel Tartaro da quando è stato maledetto: “…Dio parlò dell’umiliazione fisica del serpente… Il comportamento di un serpente nel suo ambiente naturale, lo strisciare sul ventre e il guizzare della lingua come per leccare la polvere, ben rappresentava la condizione degradata di Satana. In precedenza, essendo un angelo di Dio, Satana aveva occupato una posizione elevata, ma ora veniva relegato nell’infima condizione che la Bibbia chiama Tartaro.”
  2. Salmo 36:9 dice: “Poiché presso di te è la fonte della vita; / Mediante la luce che viene da te noi possiamo vedere la luce.” Come citato sopra, “sono stati esclusi dalla luce di Dio essendo stati rinnegati e proscritti dalla sua famiglia”.

Ne consegue che tutte le creature spirituali disubbidienti si trovano a vivere in questa condizione, chi da prima, chi da più tardi; che tale condizione deriva dal distacco da Dio, in poche parole hanno staccato la spina che li tiene in vita. Immaginiamo che deve essere una situazione assai spiacevole quanto meritata.

Ad un certo punto però, leggiamo in Rivelazione che queste creature subiscono un’ulteriore colpo: vengono espulse dallo spazio spirituale e confinate in quello materiale. Ora qui ci è richiesta la consueta dose di insufficiente immaginazione, tuttavia deve essere ulteriormente limitante: da un protocollo comunque più elevato delle entità spirituali (sicure peraltro di qualche loro diritto a essere superiori agli altri loro ex-pari) vengono non solo private di sostentamento energetico ma confinate in uno spazio geometrico ulteriormente subordinato. Che umiliazione e che rabbia! E’ già la seconda pena che subiscono, e tutto questo è un’anticipazione della terza che riceveranno di qui a breve: l’Abisso. Cosa tra l’altro riconfermata da Gesù stesso dopo la sua resurrezione come riportato in 1 Pietro 3:19 dove si legge che Gesù andò a predicare agli spiriti in prigione. Cito:

“A quanto pare fu qualche tempo dopo la sua risurrezione che Gesù proclamò agli spiriti malvagi un messaggio sulla giusta punizione che avrebbero ricevuto. Non si trattava della proclamazione di un messaggio di speranza. Era un messaggio di giudizio”

Questo Abisso è un altro luogo/stato ancora; “senza fondo; infinito; immenso”. Secondo un altro lessico si riferisce a qualcosa di “insondabile, sconfinato”. Già all’epoca della vita umana di Gesù i demoni temevano una simile sorte! Uno stato di nulla e buio completo, simile in tutto e per tutto alla non-esistenza… Saranno quindi come morti per 1.000 anni, eclissati in una bolla di nulla in attesa della pena finale, la distruzione eterna.

In altre parole: prima l’arresto dei processi virali; poi il blacklisting o messa in quarantena, infine il freezing con rimozione hardware, infine la cancellazione definitiva.

Che sollievo!

Gerarchia dei Protocolli della Creazione

Alcune premesse:

– l’universo fisico è interamente costituito, in ultima analisi, da energia (materia E=mc², materia oscura, varie forme di manifestazione dell’energia, energia oscura). Oltretutto, la materia è in massima parte spazio vuoto, da ciò osserviamo che la solidità e la materialità sperimentabile con i sensi sono praticamente un’illusione. Ne concludo che l’universo è più simile a qualcosa come un software che non altro: informazioni codificate e veicolate da energia. La fonte di ogni energia è Geova, il grande Architetto di ogni cosa che esiste e diviene.

– Geova Dio è l’Eterno, non ha fine né inizio. Abbiamo letto l’illustrazione delle semirette coi numeri positivi e negativi dicendo che l’esistenza di Dio si estende all’infinito in entrambe le direzioni, ma questo non ci soddisfa pienamente. Fermo restando che certe cose non le possiamo capire del tutto, sul libro Tutta la scrittura troviamo qualcosa di più. Fra molte cose interessanti, cito testualmente: “Geova stesso vive nell’eternità. In quanto alle sue creature, si è compiaciuto di collocarle nel tempo. Gli angeli del cielo, perfino il ribelle Satana, si rendono pienamente conto del passare del tempo.” Ovvero per tutte le creature di Dio, vale il protocollo temporale, Lui solo ne è esente. Dato che il tempo stesso viene definito come la conseguenza del cambiamento, o frutto del divenire,  e che il significato del nome stesso di Dio ha direttamente a che fare con questo, potremmo immaginare il tempo come conseguenza delle azioni di Dio, o come qualcosa che Egli emana.

– lo spazio e il tempo sono imprescindibili tra di loro. Cosa curiosa, pur prendendoli molto per scontati, le definizioni stesse di cosa sia il tempo e cosa lo spazio (vedere enciclopedie) non sono univoche e assolute, bensì relative e molteplici (e insoddisfacenti). Evidentemente, come nel caso dell’energia (della quale possiamo osservare solo gli effetti), può trattarsi di una infrastruttura, di un protocollo, talmente fondante nella natura dell’universo, che ne possiamo sperimentare solo alcuni aspetti. Lo chiamerò protocollo spaziotemporale, in quanto l’evidenza sperimentale finora a quanto pare dimostra che spazio e tempo siano un tutt’uno.

Ora non sono un fisico, né un astrofisico, né qualcosa di simile, tuttavia mi chiedo: è possibile che questo protocollo spaziotemporale non sia prettamente intrinseco all’universo fisico? Non potrebbe essere un qualcosa, una infrastruttura più vasta all’interno della quale è collocato il nostro universo? Questo per lo meno spiegherebbe come le creature spirituali diverse da Dio siano soggette al tempo e interagiscano nel “nostro” spaziotempo secondo determinate modalità. Ovvero il tempo potrebbe essere iniziato con la prima creazione di Dio, che non è il Big Bang ma la creazione di Gesù quale primogenito-unigenito.

E, dato che tempo e spazio sono parte dello stesso protocollo, potremmo immaginare una sorta di spazio spirituale, anzi ciò è necessario: ovviamente non uno spazio geometrico tridimensionale. Se è vero che il protocollo è spaziotemporale è anche vero che non si tratta di un oggetto fisico o di qualcosa di tangibile, bensì di un set di regole o leggi entro cui si verificano gli eventi di quel “luogo” (luogo non inteso come spazio; torna l’esempio del software: un protocollo di rete non è qualcosa di solido, ma un sistema che gestisce appunto il traffico e l’elaborazioni di dati all’interno del luogo, la rete, in cui opera). E di eventi nel reame spirituale ne avvengono e parecchi, e avranno una complessità inimmaginabile per noi…

E tutto questo mi porta a pensare che i Protocolli della Creazione operino a cascata (vedi OSI); che da ogni livello si possa accedere liberamente a tutti quelli inferiori, ma a nessuno dei superiori. Similmente, che ogni protocollo valido in un livello sia valido in tutti quelli sottostanti, ma non necessariamente in quelli soprastanti. Esempi: il tempo (o spaziotempo) vale per tutti tranne Uno, e la materia vale per l’universo fisico ma non per quello spirituale…

Che ne pensate?

I-gnoranza

E’ passato troppo tempo dall’ultimo post (quello sotto non conta perché è solo un aggiornamento di altri post vecchi). E quindi ora eccone uno piroclastico.

Il leit-motiv del momento è l’ignoranza, che si miete col serecchio, o meglio, con parecchie mietitrebbiatrici. Tante questioni rimbombano nelle cerchie ristrette e in quelle ad ampio raggio come tv, social ecc…

“Mai come oggi disponiamo di una così gran quantità di informazioni” dice qualcuno, infatti non mi sento più di parlare di ignoranza, quella beata, quella storica e giustificabile, quella che godeva anche se vogliamo di una certa rispettabilità, etica valori bla bla bla. Oggi no, non si può più: è l’era dell’I-Gnoranza, o iGnoranza come preferite voi.

Siamo tutti interconnessi con tutto, quindi c’è la possibilità unica e senza precedenti di ottenere il sapere, di qualsiasi (o quasi) genere, in qualsivoglia quantità, gusto e fantasia. Invece no, che siete matti. Le uniche notizie e le uniche chiacchiere che girano sono superstizioni e leggende metropolitane, le cosiddette “boiate”, catene di sant’antonio e simili.

Solo nella microscala qualcuno si preoccupa di sapere come stanno le cose. A volte ci dicono che a noi Testimoni ci indottrinano. Ormai neanche ci scalfiscono più certe critiche, ormai è evidente che ad essere indottrinati sono (quasi) tutti gli altri. Non ve la prendete eh… Come non me la prendo io del resto. 1-1 palla al centro.

Le torri fumano, ma tranquillo è solo vapore acqueo. Sorpresi? Sì, è acqua quella che esce dalle centrali nucleari, e non è radioattiva. Ma dai! Io preferisco farmi un paio di fumenti che fanno pure bene alla pelle piuttosto che attaccarmi a succhiare le vostre marmitte di nefande schifezze.

E a chi dice che chi è a favore della sperimentazione sugli animali farebbe bene a fare una brutta fine, propongo di offrirsi loro stessi come cavie da laboratorio. Non si può? Questo sì che è un peccato. Ma intanto perché non si informano della legislazione europea e italiana al riguardo? Non hanno proprio niente di che lamentarsi. Semmai il contrario.

Ma lo sapevate che una volta i dottori facevano i salassi? E tutti pensavano che facessero bene! Che bello, vampirizziamoci. E indovinate cosa facevano o cosa dicevano a chi si azzardava a proporre delle alternative, seppure qualcuno si azzardava.  Non sorprende che lo stesso accada con le trasfusioni: la scienza medica oggi dopo diversi decenni di pratica abituale ne attesta la nocività sotto molti aspetti, eppure…

Vi sentite provocati? Vi sentite offesi? Vi sentite pieni di giusto risentimento e livore? Perfetto. Dai, fate come fa la massa e saltate alle conclusioni! Giudicate (male) i miei motivi! E’ così che si fa! Quanto siete bravi!! Era proprio questo l’effetto che volevo ottenere. Se invece no, allora tutto questo non è rivolto a voi.

Concluderei solo con una piccola nota: ricordate che chi sa, sa anche di non sapere: l’ignorante è chi suppone di sapere, o non percepisce il bisogno di sapere di più.

1 Corinti 8:2 – Se qualcuno pensa di avere acquistato conoscenza di qualche cosa, non [la] conosce ancora come [la] dovrebbe conoscere.

La Matematica mi reclama…

Qualche giorno fa mentre svolgevo normali attività quali mangiare, chiacchierare, guidare, mi sono messo a pensare a un modo rapido per calcolare una serie di numeri da 1 a n. L’idea è partita dall’osservazione della seguente caratteristica dei dadi da gioco: le facce opposte di un dado, sommate, come risultato danno sempre il numero di facce di un dado +1. Ovvero, un dado da sei, il classico dado cubico, ha tre coppie di facce la cui somma fa 7 (6 e 1, 5 e 2, 3 e 4). Quindi la somma complessiva dei suoi sei numeri equivale a 7*3=21.

Ora questo, generalizzando, può essere scritto come (n+1)*n/2, dove “n” sta per l’ultimo numero della serie. Cosicché, nel caso del dado, si ha (6+1)*6/2 che fa appunto 21.

Ovviamente ho scoperto l’acqua calda, perché: “Si racconta che questo metodo per calcolare le somme da una serie di numeri consecutivi fu  intuito anche dal famoso matematico tedesco Carl Fiedrich Gauss (1777 – 1855) che già all’età di 10 anni stupì il suo insegnante di matematica, un certo Buttner, persona ben nota per essere piuttosto cinica e irrispettosa (sopratutto nei confronti degli studenti di famiglie povere come era quella di Gauss). Un giorno che gli studenti erano particolarmente turbolenti, Buttner diede loro, come punizione, il compito di calcolare la somma dei primi 100 numeri (dall’ 1…fino a100) pensando così di tenerli impegnati per lungo tempo ad eseguire un centinaio di somme. Ma dopo solo pochi minuti, fu interrotto dalla vocina di Gauss che gli pose sotto gli occhi il risultato (5050) che egli aveva già calcolato.”

Ma la soddisfazione è esserci arrivato da solo…

Inoltre, tale formula mi ricordava in maniera molto sospetta l’area del triangolo, in quanto può essere scritta come [(n+1)*(n)]/2, ovvero b*h/2, la classica base per altezza diviso 2.

Somma da 1 a n = (n+1) * n
2

A pensarla sul piano cartesiano, infatti, otteniamo un triangolo rettangolo che ha per cateti proprio n. Per qualche ragione, però, la sommatoria in questione non è propriamente un triangolo rettangolo, ma un cateto è maggiore di un’unità all’altro.

Ne consegue però che:

– la sommatoria di numeri interi altro non è che l’integrale di quel triangolo, o meglio della sua ipotenusa;

– per n che tende a infinito abbiamo proprio un triangolo rettangolo, (o meglio, la funzione y=x).

Acqua calda, e neanche scaldata a puntino… Ma senza aiuto di nessuno ^_^

 

(image credit)

Ready steady

Forse un motivo per cui sono quasi andato in stipsi psichica è stata la percezione da parte mia di parlare troppo e fare poco; erroneamente il subconscio deve aver suggerito che la relazione fosse biunivoca (e che quindi parlando meno avrei fatto di più) ma, ahimè, come ben sappiamo non funziona così.

“Più fatti, meno chiacchiere” in sostanza il messaggio di fondo, tuttavia deve essere sfuggito questo particolare: anche parlare è un fatto, o almeno lo diventa se si fa un discorso che abbia un’utilità (e quindi anche un pubblico). Inoltre ognuno ha i suoi doni…

Ergo

Non ho mai preteso di essere un “praticone” come ne conosco diversi (e i quali hanno un discreto successo); ma adesso ribadisco la mia presa di posizione nel non voler diventare qualcosa che non potrei comunque essere.

Sì, sono e sarò il solito noioso chiacchierone che dice cose non sempre facili da capire! (ma neanche da spiegare o dipanare nel marasma mentale generato dall’interazione dei componenti dello staff col mondo reale e interiore, sapete).

Sono sicuro che aumenteranno anche i vostri commenti, qui e sui social.