Il fiume della vita

Per vita si intende quella umana. Dio ha dato all’uomo la facoltà di riprodursi. Questa capacità è qualcosa di unico: in maniera indipendente dalla diretta azione divina è possibile portare all’esistenza nuovi individui. Non è così per gli angeli: sono stati creati tutti direttamente da Dio ed essi non possono creare altri loro simili.

Dio considera l’embrione appena formato un essere umano. Pertanto al momento della fecondazione viene scritto (o invoked, in termini informatici) un nuovo life pattern.

Questo non coincide con l’alito della vita, che è la forza vitale – energia, spirito – sostenuta dal metabolismo (nutrimento + respirazione) ed è una forza, quindi priva di identità o di unicità diverse fra i vari individui.

La teoria del life pattern coincide con il corretto intendimento riguardo allo spirito e all’anima; ma la domanda che mi ha spinto a fare questo ragionamento è stata:

Visto che gli angeli non potevano generare altri individui, come hanno fatto a generarne di umani, dopo aver materializzato dei corpi? Se al concempimento fosse coinvolta l’azione diretta di Dio, come avrebbe potuto Egli approvare e contribuire a generare la generazione dei nefilim?

La risposta è in questo: solo nel caso di Adamo la Bibbia dice che Dio soffiava nelle sue narici l’alito della vita. Forti di questa certezza, e della conseguente deduzione riguardo alla forza vitale in noi che è alimentata dal metabolismo, capiamo anche che: tutti gli esseri umani nati da altri esseri umani hanno il medesimo spirito o forza vitale. Mi spiego meglio: i processi alla base della vita hanno luogo nella cellula, grazie a reazioni chimiche che si verificano grazie all’energia immagazzinata nelle varie sostanze che la compongono. A partire da quando si ha un nuovo individuo, ovvero al concepimento, da dovie viene suddetta energia? Un attimo prima l’embrione era due cellule distinte, appartenenti ad altri due individui – i genitori. Ne consegue che l’energia iniziale dell’embrione è diretta conseguenza nonché somma dell’energia dei due gameti, maschile e femminile. Ogni singola cellula è viva; ergo lo spirito, forza vitale è diffuso in ogni nostra cellula.

Quindi non c’è immissione di “nuovo” o altro spirito da parte del Creatore al momento del concepimento di un nuovo essere umano. C’è soltanto la manifestazione di un nuovo life pattern, e questo non siamo ancora in grado di comprenderlo.

Come dicevamo, questo ha permesso ai demoni di generare figli umani: hanno fecondato delle cellule umane con delle cellule da loro materializzate (quindi presumibilmente anche soggette a ingegneria genetica) sfruttando quindi un meccanismo sempre acceso, senza dover ricorrere a fonte d’energia esterna – Dio.

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Come sintetizza l’immagine, possiamo immaginare lo spirito degli esseri umani come un grande e ramificatissimo fiume, la cui sorgente è Dio.

2 thoughts on “Il fiume della vita”

    1. Dissento.. intanto il link è una semplice ricerca su google di “invoke c#”, il resto è lasciato a chi vuole informarsi.
      La parola invoke inoltre non solo è stata scelta in virtù del suo significato letterale, ma anche in relazione alla definizione del dizionario di Oxford online: “Computing Cause (a procedure) to be carried out.”
      Dato che un life pattern è qualcosa di immateriale e unico, non mi sarebbe piaciuto comunque il termine instance che richiama alla mente immagini e sensazioni connesse ai concetti di serialità e anche di “stampo”. Penso sia più appropriato immaginarselo come il risultato di una procedura dati-energia e quindi come qualcosa di invoked, sempre secondo dizionario e ribadisco secondo entrambe le accezioni, non solo quella relativa all’informatica.

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