Le candele uccidono più del nucleare

Opportunissimo articolo trovato qui.

 

 

Il terremoto in Giappone ha scatenato una massiccia ondata di isteria in Germania dal momento che i media seminano il terrore riguardo al rischio di un meltdown nella centrale nucleare di Fukushima. Di certo l'energia nucleare rappresenta un rischio mortale se non impiegata propriamente, e la situazione in Giappone è critica. Ma ascoltando i media, sembrerebbe che non possa esserci nulla di più pericoloso.

Ecco gli attivisti richiedere l'immediato passaggio a energie rinnovabili salva-pianeta, come l'energia eolica per esempio.

Ma quanto è sicura l'energia eolica? Quanto sono "sicure" tutte le altre cose? E che dire del trasporto pubblico?

Da una veduta d'insieme, emerge che l'energia nucleare sia un killer minore.

Zero morti nelle centrali nucleari negliin USA – L'energia eolica ne uccide di più

Il terremoto giapponese e gli incidenti del reattore nucleare sono solo un altro esempio della percezione distorta offerta dai media. L'energia eolica risulta essere un killer maggiore del nucleare negli USA. Ecco cosa ha riferito treehugger qualche tempo fa:

"Secondo il punto di vista di rapporti che forniscono un paragone fra l'eolico e il nucleare, nessun lavorante in centrali nucleari ha subito neanche un singolo infortunio, in tutte le 104 centrali lungo l'arco di 40 anni di servizio negli Stati Uniti… neanche uno!

L'Industria delle Turbine Eoliche, d'altro canto, ha un bollettino piuttosto cupo come potete vedere nel prospetto qui sotto:

Elenco degli Incidenti di Turbine Eoliche (Dicembre 2008):

• 41 vittime fra i lavoratori –  includendo cadute dalle torri e incidenti di trasporto stradale delle turbine.

• 39 incidenti per guasto delle pale – pale guaste possono volare per 400 metri, uccidendo qualsiasi sfortunato passante.

• 110 incendi – Quando si verifica un incendio in una turbina eolica, i vigili del fuoco possono fare poco oltre che guardare a causa dell'altezza pari a un edificio di 30 piani di queste turbine. I detriti che ne cadono causano ulteriori incendi nei paraggi.

• 60 incidenti per guasti strutturali – Dal momento che le turbine divengono più comuni, questi guasti si verificano più di frequente, in aree pubbliche; causano quindi più morti e smembramenti a causa delle cadute di detriti.

• 24 incidenti di "lancio di giaccio" – Su queste gigantesche pale si forma del ghiaccio ed è scagliato secondo testimonianze a velocità mortali in tutte le direzioni. Autori riportano che circa 880 incidenti da ghiaccio si sono verificati in Germania in 13 anni di sfruttamento dell'energia eolica.”

Un altro modo per salvare il pianeta e "vivere in sicurezza", è andare in bicicletta. Bene, emerge che il ciclismo è molto più mortale dell'energia nucleare. Negli USA nel 2008, 716 ciclisti sono stati uccisi in incidenti stradali. Circa 53.000 ciclisti sono morti in incidenti del genere negli Stati Uniti dal 1932. Paragonatelo alle morti causati dall'energia nucleare negli Stati Uniti – o persino a livello globale.

Le candele uccidono più del nucleare

In effetti molte cose sono molto più pericolose delle centrali nucleari, o perlomeno hanno causato molte più morti e disastri. Ecco alcune statistiche annuali di morte dagli USA prese qui e là. Perché non proibiamo tutti questi pericolosi prodotti?

Centrali energetiche nucleari – 0 morti l'anno

Candele  – 126

Biciclette, 1995  – 800

Agricoltura  – 1,300

Motocicli  – 2,500

Telefoni in auto, 2002   – 2,500

Alcol – 100,000

Tabacco – 500,000

Le candele ne uccidono 126 – in un solo anno e in un solo paese! Disporre di una provvista affidabile di elettricità comporterebbe un minore uso di candele, e così delle vite verrebbero salvate. Per quanto ne so, tutti questi prodotti assassini vengono venduti senza proteste. Eccone altri:

Skateboards  – 10 

Cordicelle per veneziane  – 13

Cappucci con laccetti  – 17

Morsi di cane  – 20       

Incidenti di sci  – 34       

Si, persino l'umile cordicella per veneziane ha ucciso di più delle centrali nucleari, negli Stati Uniti.

Anche il trasporto ecologico è un killer

Siamo ecologici e valiamoci del trasporto pubblico. Ma aspettate, causa anche lui più morti che non l'energia nucleare. Ammettiamo che queste statistiche americane non siano così aggiornate, ma vi danno un'idea dei rischi implicati.

1999 autobus  – 58

1999 ferrovie – 805

1999  investiti da treni – 530

Impieghi pericolosi

E procediamo a bandire tutti i seguenti potenzialmente catastrofici impieghi. In realtà non sono solo a livello potenziale – lo sono davvero! Stanno distruggendo il pianeta e uccidendo esseri umani. Impieghi negli USA; morti/100.000:

Taglialegna  – 117.8 

Pescatori    – 71.1 

Piloti e navigatori  –  69.8 

Operai di strutture metalliche  – 58.2 

Camionisti   – 37.9 

Operai per coperture e tetti – 37.0

Installatori di impianti elettrici   – 32.5 

Lavori in fattoria  – 28.0

Operai edili –  27.7 

Autisti  – 25.0

Accettiamo molti dei rischi derivanti da questi prodotti e occupazioni perché i loro benefici sorpassano di gran lunga i danni che causano.

Le automobili sono di gran lunga più pericolose

Se le zero morti negli USA per il nucleare è troppo per voi, allora date un'occhiata a ciò che causano le automobili ogni anno:

Morti nel traffico per anno nel mondo: 1,27 milioni

L'energia nucleare ha un record eccellente

Un aspetto che viene costantemente ignorato è l'analisi costi-benefici dell'energia nucleare. Ha uno storico di gran lunga migliore di molti altri prodotti o sistemi esistenti e contemporaneamente migliora ampiamente le nostre vite. Naturalmente, ci sono dei rischi connessi alla generazione di energia tramite reazioni nucleari, ma i benefici offerti sono immensi.

Di sicuro ci saranno incidenti. Ma con il progredire della tecnologia, diverranno più rari. In effetti è difficile trovare un prodotto che ci ha dato così tanto in cambio di così poco in termini di vite umane perdute. Se anche dovesse accadere il peggio in Giappone, la perdita in vite umane sarebbe relativamente piccola.

Ricordo che qualche anno fa quattro lavoratori rimasero uccisi in una centrale a biogas qui nella Germania del nord. Eppure l'incidente passò praticamente inosservato ai media. Immaginate se questi quattro tecnici fossero rimasti uccisi in una centrale nucleare.

La questione ha poco a che fare con la sicurezza, piuttosto riguarda la politica e il potere. 

 

Fonti:

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/04/01/AR2008040101507.html

http://www.poodwaddle.com/clocks/worldclock/

http://www.edgarsnyder.com/bicycle/accident-statistics.html

http://www.inquisitr.com/18588/wind-power-causes-more-deaths-than-nuclear-power/

http://en.wikipedia.org/wiki/Banqiao_Dam

Candles kill many more than nuclear power

Great article found here.

 

 

Japan’s earthquake has unleashed a massive wave of hysteria throughout Germany as media outlets hyperventilate over the danger of a meltdown at the Japanese Fukushima nuclear power plant. Sure nuclear power is deadly dangerous if not properly used, and the situation in Japan is critical. But listening to the media, you’d think nothing could be more dangerous.

Now activists are demanding we switch immediately over to the-planet saving renewable energy sources, like wind power for example.

But just how safe is wind energy? Just how “safe” are many things out there? What about public transportation?

It turns out that nuclear power is a minor killer when the big picture is examined.

Zero nuclear power plant deaths in the USA – Wind energy has killed more

The Japanese earthquake and nuclear reactor accidents is yet another example of the media’s distorted perception. It turns out that wind power has been a bigger killer than nuclear power in the USA. Here’s what treehugger reported awhile back:

"According to one viewpoint of reports offering the comparison between wind versus nuclear energy, there has not been one single injury to a nuclear plant worker in all its 104 power plants and 40 years of service in the United States… not one!

The Wind Turbine Industry on the other hand, has quite a treacherous track record as you can see by the summary below:

Summary of Wind Turbine Incidents (December 2008):

• 41 worker fatalities –  includes falling from turbine towers and transporting turbines on the highway.

• 39 Incidents of blade failure – failed blades can travel over 400 meters, killing any unfortunate bystanders.

• 110 Incidents of fire – When a wind turbine fire occurs, local fire departments can do little but watch due to the 30-story height of these turbine units. The falling debris are then carried across the distance and cause new fires.

• 60 Incidents of structural failure- As turbines become more prevalent, these breakages will become more common in public areas, thereby causing more deaths and dismemberment’s from falling debris.

• 24 incidents of “hurling ice”- Ice forms on these giant blades and is reportedly hurled at deathly speeds in all directions. Author reports that some 880 ice incidents having occurred over Germany’s 13-years of harnessing wind power.”

Another way to save the planet and to “live safely” is to ride your bicycle. Well it turns out that bike-riding is far deadlier than nuclear power. In the USA in 2008, 716 bicyclists were killed in traffic accidents. About 53,000 bicyclists have died in traffic crashes in the United States since 1932. Compare that to the deaths caused by nuclear power in the United States – or even globally.

Candles kill more than nuclear

Indeed many things are far more dangerous than nuclear power plants, at least they have caused far more deaths and mayhem. Here are some annual death statistics from the USA that cause many more deaths, taken from here and here. Why don’t we ban all of these menacing products?

Nuclear power plants – 0 deaths per year

Candles  – 126

Bicycles 1995  – 800

Agriculture  – 1,300

Motorcycles  – 2,500

Car Phones 2002   – 2,500

Alcohol – 100,000

Tobacco – 500,000

Candles kill 126 – in just a single year and in a single country! Having a reliable supply of electricity would mean less use of candles, and so lives would be saved. As far as I know, all of the above killer items are being sold without protest.  Here are some other killers:

Roller skates  – 10 

Window blind cords  – 13

Drawstring hoods  – 17

Dog Bites  – 20       

Skiing deaths  – 34       

Yes, even the lowly blind cord has killed more than U.S. nuclear power plants have.

Green transportation is a killer too

Let’s go green and hop on public transport. But wait, they cause more deaths than nuclear power too. Admittedly these US statistics aren’t so up-to-date, but they give you an idea of the risks involved.

1999 bus deaths  – 58

1999 railroad – 805

1999  struck by trains – 530

Dangerous occupations

And let’s move to ban all the following potentially catastrophic occupations. Actually they are not potentially – they simply just are! They are destroying the planet and kill humans. Occupations in USA; deaths/100,000:

Timber cutters  – 117.8 

Fishers    – 71.1 

Pilots and navigators  –  69.8 

Structural metal workers  – 58.2 

Drivers-sales workers   – 37.9 

Roofers – 37.0

Electrical power installers   – 32.5 

Farm occupations  – 28.0

Construction laborers –  27.7 

Truck drivers  – 25.0

We accept many of the risks these products and occupations pose because their benefits far outweigh the harm they do.

Automobiles are far more dangerous

If zero deaths in the United States from nuclear power is too much to take, then take a look at what the automobile claims every year:

Traffic deaths per year global: 1.27 million

Nuclear power has an excellent record

One thing that constantly gets ignored is the cost-benefit analysis of nuclear power. It has a far better track record than many other products or systems out there and it vastly improves our lives as a whole. Of course, there is a risk in generating power with nuclear reactions, but the benefits it offers are immense.

Sure accidents will happen. But as technology improves, these accidents will become rarer. It is indeed difficult to find a product that has given us so much for so little in terms of lives lost. Even if the worst happens in Japan, the loss of life will be relatively small.

I recall a few years ago 4 workers getting killed in a biogas plant here in northern Germany. Yet, the incident went practically unreported in the media. Imagine if these four workers had been killed in a nuclear plant.

The issue has little to do with safety, and much more so to do with politics and power.

 

Resources:

http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008/04/01/AR2008040101507.html

http://www.poodwaddle.com/clocks/worldclock/

http://www.edgarsnyder.com/bicycle/accident-statistics.html

http://www.inquisitr.com/18588/wind-power-causes-more-deaths-than-nuclear-power/

http://en.wikipedia.org/wiki/Banqiao_Dam

Scynt – pt.5

Indice dei capitoli

Il maestro Sakoba si riscuote dal leggero torpore che abitualmente lo coglie dopo il pranzo. Qualcosa ha destato la sua attenzione. Non è il fischio del vapore che scappa via arzillo della caffettiera messa sul fuoco poco prima. Non è neanche il sommesso brontolio di alcuni composti che pigri peregrinano fra i suoi alambicchi… No è qualcos’altro. Forse un leggero, vago aroma nell’aria… non esattamente piacevole, ma molto significativo… O forse gli è sembrato di udire un rumore, proprio lì ai margini della sensibilità del suo udito.
Sposta il peso sulla sedia ricoperta di pelli.  Sbatte gli occhi. Si stira. Si passa una mano fra la lunga barba un po’ ingiallita all’estremità. A vederlo, non si direbbe il massimo della lucidità. Eppure il maestro ascolta sempre con attenzione. Anche quando è mezzo addormentato.
“Del resto, avrebbe dovuto già essere qui ieri o ier l’altro!” constata d’un tratto ad alta voce, osservando poi attraverso l’apertura nel muro del suo salottino la lunghezza dell’ombra che la tettoia getta sulle poche pietre che lo separano dalla distesa di Scynt in cui si trova. Sono circa le due del pomeriggio.
Molti lo hanno criticato per la scelta di andare a vivere su quell’isolotto sperduto. Da solo. Senza la protezione di una reggia. Esposto alle intemperie, ai predatori animali e umani.
Eppure lui aveva continuato, imperturbabile, nel suo modo di operare. Del resto, se sentiva il bisogno di un tale isolamento, avevano concluso gli altri Savii, un motivo doveva pur esserci. Su questo non ci piove, aveva risposto Sakoba. Gli piacciono questi modi di dire senza senso.
E poi a lui un’altra cosa che piace è lo Scynt. Questa passione alquanto incomprensibile lo ha reso sempre un po’ strano agli occhi del pubblico in genere. Lo Scynt può essere irritante, inopportuno, inevitabile. Forse necessario. Al massimo interessante. Ma bello?
Lui ci ha persino costruito la sua casa. Il materiale con cui ha costruito il suo tugurio infatti altro non è che un risultato dei suoi molti (e bislacchi, secondo i più) esperimenti. Di sicuro non c’è nessun altro che ne sappia più di lui, sulla natura intima dello Scynt.
Infatti a volte ci parla anche.
Come se quella sabbia potesse ascoltarlo, e rispondergli addirittura.
Alla fine decide di alzarsi. Si dirige verso l’ingresso, che si trova ad appena un metro sulla destra da lì. Apre la porta e la scorge. Una figura che avanza incerta fra le dune. Lentamente, irregolarmente, procede proprio verso di lui. Sembra una protuberanza polverosa in movimento fra la sabbia. Ma acquista dettagli man mano che si avvicina.
Ora si odono chiaramente degli sbuffi e altri suoni poco chiari provenire da quella cosa. Sakoba continua a osservare accarezzandosi la punta della barba, gli occhi socchiusi per il sole forte e alto.
Infine, dopo alcuni altri vistosi sforzi, la strana creatura giunge ai piedi dell’isola rocciosa, a pochi metri dal maestro. E si rivela essere un giovane uomo in sella alla sua cavalcatura.
“Credo che tu sia proprio Khaleman” lo saluta Sakoba. Il povero corriere caracolla a terra, spargendo Scynt dappertutto. Non c’è più un singolo angolo o orifizio del suo corpo in cui non si sia insinuata quella finissima, leggera sabbia, quasi un pulviscolo. Dorati ruscelli scendono dai capelli, dalle orecchie, sui vestiti, ricongiungedosi a terra e svolazzando qua e là soddisfatti.
Khaleman si rialza faticosamente in piedi, incespicando, grugnendo. Sakoba gli risparmia lo sforzo di parlare.
“Da questa parte, prego… Penso gradirai del caffè appena fatto” Khaleman grugnisce ancora. “Ma che idea balzana quella di fare un viaggio del genere in sella a una povera bestia come questa” indica Kirma, visibilmente sollevata ora che può crogiolarsi al sole a pancia all’aria senza più quel peso sulla schiena. Khaleman si guarda attorno allucinato. Quel vecchio deve essere sicuramente pazzo.
Vorrebbe piangere, ma è troppo disidratato.


“Da questa parte, Aik!” Arenoll bisbiglia con una certa imperiosità al suo piccolo amico. Stanno sgattaiolando fra i moli in piena notte. Nessuno sa che sono lì. E’ una fuga in piena regola. Aik è terrorizzato, ma non avrebbe saputo rifiutarsi. Fa sempre quello che gli dice Arenoll. E’ come una sorella maggiore per lui. E poi, in fondo in fondo, non c’è nessun altro che gli faccia altrettanta paura.
“Sciogliamo le cime. Non fare rumore!” gli intima quando arrivano alla barca di Arenoll. Voglio dire, tecnicamente la barca è del padre di Arenoll. Ma non è certo il caso di badare a queste sottigliezze in certe circostanze, pensa lei. E poi lui ha a disposizione l’altro triscafo, per la pesca.
I due salgono a bordo, il legno scricchiola sotto i piedi, distinto nel silenzio della notte. La barca ondeggia appena. Certo, per chiamarla barca ci vuole del coraggio. Diciamo che sono un paio di larghi pattini uniti da qualche tavola, con una vela e un timone. Ma per Arenoll basta avanza.
Infatti dopo pochi minuti sono già al largo, a una certa distanza dalla roccia della Fortezza. La luna dipinge d’argento le dune, e Arenoll si gode l’aria fredda e frizzante della notte. Protende quasi con bramosia il naso, alla ricerca di chissà quale pista, come se potesse sentirla nell’aria come certi animali. Il che, in un certo senso, è abbastanza vero.
Aik si tiene stretto alle cime. Il suo viso è un poco terreo con questa luce, pensa Arenoll, ma certo gli passerà presto.
“Olla…” lui la chiama così.
“Si Aik?”
“Dov’è che stiamo andando esattamente?”
“Uhm…” mormora Arenoll sogghignando e dondolandosi al timone. “Credo che dipenda dai punti di vista… In prima istanza direi che non ne ho idea; tuttavia è anche vero che stiamo ripercorrendo la rotta degli approvvigionatori che ho incontrato al porto. Comunque potremmo riassumere dicendo che stiamo andando a caccia di fantasmi”
Solo un gemito le risponde, perdendosi nel fruscio della sabbia.


Ora che ha ripreso una più accurata coscienza di sé e del mondo che lo circonda, Khaleman è tornato ad avere abbastanza presenza di spirito da chiedersi ancora una volta cosa ci faccia lì.
Il caffè è decente. Ma dove prende l’acqua il vecchio?
“Ti stai chiedendo dove mi rifornisca, non è vero?” interviene Sakoba nei suoi pensieri, indicando la caffettiera. Khaleman non può fare altro che annuire.
“Diciamo che essere dei Savii comporta pure qualche privilegio” sorride soddisfatto “La spola di approvvigionatori fa una deviazione solo per me” e indica con il pollice alle sue spalle. Khaleman immagina che il vecchio tenga un serbatoio nascosto da qualche parte.
“Ma veniamo a noi” prosegue il vecchio con fare affabile. “Dunque, cosa mi hai portato…?” afferra l’involto polveroso trasportato dal suo ospite e ne estrae la cassetta di legno, verde, intarsiato, lucido. Khaleman sgrana gli occhi: un oggetto di legno! Quel materiale è ciò che di più pregiato esista in tutta Solariade. Del resto le uniche piante sul pianeta crescono solo nei giardini dei reggenti più importanti. Gli oggetti ricavati da quelle forme di vita sono estremamente rari e hanno un valore al di fuori del mercato. Non è neanche concepibile l’idea di poterli comprare. Di solito si tratta di strumenti musicali o tecnici, oltre che di mobilio, e certo per lo più ad uso dei Savii.
Sakoba nel frattempo ha aperto la scatola con una piccola chiave dorata che tiene al collo. Ne estrare una scatolina più piccola e un messaggio sigillato.
“Oh bene, avevo proprio bisogno di questo infuso…” dice fra sé mettendo da parte il piccolo contenitore e accingendosi ad aprire la lettera. Notando l’espressione perprlessa ai limiti dell’esterrefatto di Khaleman, aggiunge: “Solo i licheni che crescono sulla rocca di Rannai, combinati con la migliore qualità di foglie da tè possono produrre l’aroma unico…” nel frattempo realizza che questo non è d’aiuto “…bah, lasciamo perdere…” scuote la mano “Leggiamo piuttosto qui” indossa degli occhiali dalle lenti strette e spesse. Khaleman osserva i suoi occhi andare ripetutamente da sinistra a destra mentre scorre il testo. Che è anche piuttosto lungo. Non riesce a decifrare niente dall’espressione del vecchio.
Dopo due o tre minuti Sakoba sospira, ripiega il foglio, se lo mette in tasca, osserva Khaleman e gli fa: “Cosa sai dei Giorni della Caduta e Ascesa?”
Preso alla sprovvista: “Beh… Sono i tempi antichi, l’Età dell’oro! Fu l’inizio della nostra civiltà”
“Certo, certo…”
Il maestro tace, e Khaleman si chiede il perché di quella domanda. Di quei tempi non si sa quasi nulla, e di certo se c’è qualcuno che ne sa più degli altri (come in ogni ambito) sono proprio i Savii. Quindi perché lo vengono a chiedere a lui?
“A Rannai c’è stato un furto” riprende dopo un po’ “E’ stato sottratto un oggetto di enorme valore dalla Biblioteca della Reggia.” Pausa. “C’è un sospettato, in effetti. E’ da un po’ che i Savii lo tengono d’occhio. E’ giunto il momento di scoprire cosa c’è sotto. Per non parlare del fatto che il furto di per sé è un atto gravissimo che richiede provvedimenti immediati.”
“Cosa è stato rubato?” Khaleman trova intollerabile che questo sia accaduto fra le mura della sua reggia.
“Non sei ancora reggente…” Sakoba lo scruta ancora.
“Cosa c’entra questo? Non vedo cosa…”
“Calma ragazzo… E’ anche per questo che sei stato scelto. Sappiamo benissimo che appartieni alla più alta e antica famiglia nobile di Rannai. Se c’è qualcuno che possa ambire di diritto al seggio, quello sei tu.”
Come al solito, i Savii la sapevano più lunga. Khaleman non potè fare altro che annuire.
“Tuttavia ambire a qualcosa solo perché si porta un nome non ti sembra un motivo valido, giusto?”
Annuire di nuovo.
“Ecco questo è già un punto a tuo vantaggio. Comunque, tornando all’argomento di interesse attuale: è stato rubato un antico manoscritto, risalente addirittura ai Giorni della Caduta e Ascesa.”
Khaleman è sbalordito “Esistono ancora manufatti così antichi?”
“Oh, decisamente si, e anche più antichi, giovanotto! Ma certo non sono cose da andare a sbandierare in giro per i porti! Vedi poi i risultati…”
“E cosa conteneva…”
“Oh, leggende…” gesto noncurante.
“Certo; nella Reggia c’è questo libro millenario talmente prezioso da indurre in qualcuno l’ardire di rubarlo, e tu mi dici che è un libro di favole!”
“Non ho detto favole, ma leggende. Ad ogni modo, dovresti sapere che in entrambe c’è sempre del vero, in una misura o in un’altra” lo fissa in maniera penetrante.
“Capisco che non stia a me discernere il contenuto di un tale manoscritto, tuttavia, se immagino bene, ora ci si aspetta da me di ritrovarlo. Sbaglio o queste non sono il genere di cose che fate voi Savii, di solito..? E come posso trovare qualcosa che non ho mai visto e conosciuto?”
“La tua sagacia non è inferiore alle aspettative. Ad ogni modo, il punto è proprio questo: sei stato scelto dall’assemblea dei Savii, dal Sommo stesso, per portare a termine questo incarico segreto. Recuperare il libro. E, non meno importante, smascherare le intenzioni di Caturnio di Perinna; in tutto questo frattempo, se dovessero risultare nocivi per le altre Regge o per Solariade tutta, dovrai anche impedirgli di portare a termine i suoi piani.”
Una luce brillava negli occhi di Khaleman.
“Vedo che l’idea ti va a genio. Ma vieni, riposati, prima di porre i tuoi innumerevoli quesiti.”

Curiosità del mese

Un altro caso di googling; dalle statistiche risulta che questo blog sia stato raggiunto dopo aver cercato questa espressione "sono da sola a casa mi reco in soffitta dove trovo un enorme e polveroso libro lo apro…"


Non che voglia sindacare su chi e perché possa cercare una frase del genere, del resto non è una ricerca meno valide di altre. Mi ha colpito che sono il primo della lista. Vai a capire come funziona sto Googlebot…