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Sorvolando sulla clamorosissima castroneria scritta da Bruno Volpe ("Pontifex") di cui tutti parlano, pubblico un altro articolo interessante. Il Messaggero:

" CITTA' DEL VATICANO – Aiutate i poveri e gli immigrati e state attenti a non cadere vittima delle sette religiose. Il Papa stamattina ha celebrato la messa in una parrocchia della periferia Nord di Roma, un territorio in cui i Testimoni di Geova sono particolarmente attivi nella predicazione porta a porta. Il loro quartier generale su via della Bufalotta dista solo qualche chilometro in linea d'aria con la chiesa di Santa Maria delle Grazie dove Benedetto XVI ha lanciato l'allarme.

Il rischio delle sette religiose. Con parole estremamente forti, Papa Ratzinger non ha esitato a mettere in guardia i fedeli dal rischio costituito dalla penetrazione delle sette religiose nella loro borgata. «Venendo tra voi non posso ignorare che nel vostro territorio una grande sfida è costituita da gruppi religiosi che si presentano come depositari della verità del Vangelo. A questo riguardo e' mio dovere – ha scandito – raccomandarvi di essere vigilanti e di approfondire le ragioni della fede e del messaggio cristiano, cosi' come ce lo trasmette con garanzia di autenticita' la tradizione millenaria della Chiesa».

Critiche ai Testimoni di Geova. I testimoni di Geova pur non essendo stati citati direttamente dal pontefice erano al centro delle critiche. La Chiesa teme molto la diffusione dei Testimoni di Geova che fanno presa sulla gente per la semplicità del messaggio religioso. Dicono di predicare come i cristiani dei primi secoli ma non credono nella Trinità e prospettano ai fedeli la restaurazione del paradiso terrestre sulla terra mediante il governo di Dio. Credono nella resurrezione e in una ricompensa per i giusti ma non nell'immortalità dell'anima, né all'esistenza dell'inferno e del purgatorio.

"


Non c'è bisogno di aggiungere altro se si notano i commenti sottostanti… Ne riporto alcuni:

quali siano i frutti del cattolicesimo con il suo "Vangelo Sociale"… Stiamo forse meglio? Come siamo ridotti in tutto il mondo? Riflettete sui seguenti passi delle scritture:

(Matteo 15:12-14) 12 Allora i discepoli vennero a dirgli: “Sai che i farisei hanno inciampato udendo ciò che hai detto?” 13 Rispondendo, egli disse: “Ogni pianta che il mio Padre celeste non ha piantato sarà sradicata. 14 Lasciateli stare. Sono guide cieche. Se, dunque, un cieco guida un [altro] cieco, entrambi cadranno in una fossa”.
(Atti 5:38-40) Non vi immischiate con questi uomini, ma lasciateli stare; (perché, se questo progetto o quest’opera è dagli uomini, sarà rovesciata; 39 ma se è da Dio, non li potrete rovesciare); altrimenti, potreste trovarvi a combattere effettivamente contro Dio”.
(Matteo 7:15-23) 15 “Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in manto da pecore, ma dentro sono lupi rapaci. 16 Li riconoscerete dai loro frutti. Non si coglie uva dalle spine né fichi dai cardi, vi pare? 17 Similmente ogni albero buono produce frutti eccellenti, ma ogni albero marcio produce frutti spregevoli; 18 l’albero buono non può dare frutti spregevoli, né l’albero marcio può produrre frutti eccellenti. 19 Ogni albero che non produce frutti eccellenti è tagliato e gettato nel fuoco. 20 Realmente, quindi, riconoscerete quegli [uomini] dai loro frutti. 21 “Non chiunque mi dice: ‘Signore, Signore’, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei Cieli


 

Questa è la definizione che da Wikipedia di setta:
"In tempi più recenti setta indica più frequentemente gruppi anche non religiosi sorti attorno a personalità carismatiche."
Chi sarebbe poi la setta?


 

..cosi' come ce lo trasmette con garanzia di autenticita' la tradizione millenaria della Chiesa».

Il Papa si appella alla tradizione millenaria della Chiesa, consapevole di come la Chiesa si sia (settariamente allontanata) dalla verità contenuta nella Sacra Parola di Dio la Bibbia!

Non la tradizione, dice S.Paolo ma Tutta la Scrittura è Ispirata da Dio! (2Tm 3:16,17)

Babilonia la Grande meretrice, uno dei molti atti

Articolo tratto da "l'Espresso":

L'otto per mille e la Santa cresta

di Stefano Livadiotti (18 Novembre 2011)

Grazie al contributo fiscale lo Stato italiano versa più di un miliardo l'anno per pagare gli stipendi dei preti. Per i quali però bastano 361 milioni. E le altre centinaia? In un'inchiesta, tutta la verità su business e privilegi del Vaticano. Ecco un'anticipazione.

Trentunomila e 478 euro virgola qualcosa. E' la somma che lo Stato, quindi l'intera platea dei contribuenti, ha versato nel 2010 per il mantenimento di ognuno dei 33 mila e 896 sacerdoti in servizio attivo nelle diocesi del Paese. Il totale fa un miliardo e 67 milioni di euro, l'importo del cosiddetto 8 per mille (salito nel 2011 a un miliardo, 118 milioni, 677 mila, 543 euro e 49 centesimi). E l'assegno l'ha incassato la Chiesa, attraverso la Conferenza episcopale. Che poi a ciascuno di quei preti ha girato direttamente solo 10.541 euro, un terzo di quanto ha stipato nei propri forzieri. L'espressione è un po' forte, ma i numeri sono numeri: e dicono che i vescovi fanno la cresta sullo stipendio dei loro sottoposti.

Wojtyla, si sa, non amava granché Agostino Casaroli. Considerava il suo segretario di Stato troppo amico dei regimi comunisti dell'Est. Quasi un propagandista. E per questo si scontrava spesso con lui. Invece avrebbe dovuto fargli un monumento equestre. Perché la revisione del Concordato che Casaroli trattò con l'allora premier italiano, Bettino Craxi (in sostituzione della "congrua", il salario di Stato garantito ai parroci), è stata di gran lunga il miglior affare che la Chiesa abbia portato a casa nella sua storia più recente. Funziona così. Un po' come in un gigantesco sondaggio d'opinione, ogni anno i contribuenti, mettendo una croce sull'apposita casella nella dichiarazione dei redditi, possono indicare come beneficiaria dell'8 per mille una delle confessioni firmatarie dell'intesa con lo Stato (o scegliere invece quest'ultimo).

Sulla base delle indicazioni effettivamente raccolte, viene poi diviso in percentuale non il solo ammontare versato da quanti hanno espresso una preferenza (il 40 per cento circa del totale), ma l'intero montepremi.

Al gruzzolo concorrono, cioè, anche i versamenti all'erario di coloro che, maggioranza assoluta, non hanno barrato   un accidenti (quattrini che nella cattolicissima Spagna restano invece allo Stato). O che magari non hanno neanche mai sentito parlare del trappolone a suo tempo confezionato da Giulio Tremonti nelle vesti di consulente del governo. Il meccanismo, guarda caso, sembra ricalcato da quello scelto dai partiti per i rimborsi elettorali garantiti dal finanziamento pubblico.
Il risultato dell'arzigogolo è facilmente intuibile. Anche perché perdere una sfida con lo Stato italiano davanti a una giuria popolare è matematicamente impossibile. Tanto più se lo stesso sedicente avversario ha stabilito regole che lo penalizzano in partenza. E ancor più se durante la gara cammina invece che correre (la Chiesa si affida a un gigante mondiale come la Saatchi & Saatchi per una martellante campagna pubblicitaria costata nel 2005 qualcosa come 9 milioni di euro, il triplo di quanto donato dai preti alle vittime dello tsunami; lo Stato risulta non pervenuto). Ma il vantaggio per la Chiesa va perfino al di là di quanto si possa intuire.

Per quantificarlo bisogna necessariamente affidarsi a dati un po' vecchiotti, per il semplice motivo che il ministero dell'Economia fornisce le statistiche sulle scelte effettive dei contribuenti solo alle confessioni religiose ammesse al beneficio. Non è però un problema, dal momento che le percentuali variano in maniera quasi impercettibile tra un anno e l'altro.

Dunque: nel 2004 la Chiesa è stata scelta da una minoranza pari al 34,56 per cento dei contribuenti italiani. Ma lo stesso dato, calcolato invece sulla sola platea di quanti hanno ritenuto di dare un'indicazione sull'8 per mille, l'ha fatta schizzare di colpo, e miracolosamente, a una schiacciante maggioranza dell'87,25. Ed è quest'ultima la percentuale utilizzata per ripartire l'intera torta. Che è destinata inevitabilmente a crescere. Il suo valore, infatti, si aggancia ora alla variazione del Pil, cioè alla crescita economica, ora all'aumento della pressione fiscale. Quando non ai due elementi insieme.

Questo garantisce alla Chiesa di incassare sempre più quattrini, a prescindere dal consenso racimolato. E perfino quando questo scende in maniera vistosa. E' successo, per esempio, nelle dichiarazioni dei redditi del 2007 (incassate nel 2010: c'è uno sfasamento temporale di tre anni). Quell'anno, forse sulla scia dello scandalo pedofilia, il numero dei contribuenti che ha indicato come beneficiari Ratzinger & C. si è ridotto, secondo i calcoli degli stessi vescovi, di 95.104 unità.



Cliccare qui per scaricare il PDF della versione cartacea (24 novembre 2011)

Italia fai ridere… no è già da un pezzo che fai pena

L’Italia è un paese di eccellenze; basta pensare alla lista interminabile di cervelli e artisti che vi hanno avuto natale.

Tuttavia è irrimediabilmente diventata la Terra dei Cachi, la patria dei controsensi e delle contraddizioni.

Sapevate per esempio che uno dei progetti più importanti per la fusione nucleare (non la fissione) ha avuto origine nel nostro paese? Wikipedia:

IGNITOR è il nome di un progetto italiano per la realizzazione di un reattore sperimentale a fusione nucleare con confinamento magnetico, all’interno del quale si intende raggiungere l’ignizione (o bruciamento) del plasma, ovvero l’autosostentamento della reazione di fusione grazie al calore prodotto dalla fusione stessa.

Proposto per la prima volta nel 1977 dal prof. Bruno Coppi del Massachusetts Institute of Technology, (già progettista di un altro reattore sperimentale per la fusione nucleare, Alcator), il progetto di massima è stato sviluppato principalmente nei laboratori di Frascati dell’ENEA, con la collaborazione di diverse università italiane. […]

Inoltre, sempre secondo i progettisti, IGNITOR si trova da anni in una fase avanzata di progettazione, tanto che potrebbe partire la costruzione del nocciolo della macchina, essendo stati già realizzati prototipi dei suoi principali componenti negli anni ’80 e ’90.”


E quindi? direte voi. Forse state dimenticando che la ricerca sul nucleare è proibita, almeno qui da noi. Infatti facciamoci due risate:

“Per ovviare a tale problema il 26 aprile 2010 il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha firmato un memorandum d’intesa con il Primo ministro russo Vladimir Putin nel quale viene sancita la collaborazione dell’Italia con la Russia per la realizzazione di un prototipo di IGNITOR sul suolo russo,[2][3] aprendo dunque nuove prospettive per il progetto.”

(Un Tokamak. Non è bellissimo?)

E qui non si sa, come al solito, se ridere, piangere o arrabbiarsi.

Ma questo è niente! Colmo dei colmi, in Italia le centrali nucleari ci sono eccome, solo che non lo sappiamo. E sono pure abbastanza vecchie. Altro che questi gioielli della scienza e della tecnica.

Stiamo parlando dei sommergibili che scorrazzano più o meno felicemente nel Mediterraneo e che attraccano nei porti italiani. Riporto da qui:

Cos’è questa storia delle centrali nucleari nel Mediterraneo?

Ne abbiamo almeno quattro, forse cinque se si aggiunge un’unità britannica di cui però non siamo certi: tre sommergibili Usa (il Provvidence, lo Scranton e il Florida) e una portaerei francese, la Charles De Gaulle. Tutte a propulsione nucleare […]

E approdano nei nostri porti?

Sì, certo. Ad Augusta, provincia di Siracusa, attraccano sottomarini a propulsione nucleare (nella foto sopra lo Scranton ad Augusta lo scorso 6 marzo). Augusta è il porto principale per operazioni di rifornimento della VI Flotta Usa, è ed un pull delle Forze Nato. Ma sono coinvolti anche i porti di Napoli, Genova, Livorno, Brindisi, Cagliari. Quello che è grave è che nessun piano di evacuazione delle popolazioni da queste zone è stato mai approntato […]

Intervista di Massimo Malerba […] Firmato il comandate CV Francesco Frisone”


Non sono gli italiani che sono scemi… Sono bravi a manipolarli.