Italia fai ridere… no è già da un pezzo che fai pena

L’Italia è un paese di eccellenze; basta pensare alla lista interminabile di cervelli e artisti che vi hanno avuto natale.

Tuttavia è irrimediabilmente diventata la Terra dei Cachi, la patria dei controsensi e delle contraddizioni.

Sapevate per esempio che uno dei progetti più importanti per la fusione nucleare (non la fissione) ha avuto origine nel nostro paese? Wikipedia:

IGNITOR è il nome di un progetto italiano per la realizzazione di un reattore sperimentale a fusione nucleare con confinamento magnetico, all’interno del quale si intende raggiungere l’ignizione (o bruciamento) del plasma, ovvero l’autosostentamento della reazione di fusione grazie al calore prodotto dalla fusione stessa.

Proposto per la prima volta nel 1977 dal prof. Bruno Coppi del Massachusetts Institute of Technology, (già progettista di un altro reattore sperimentale per la fusione nucleare, Alcator), il progetto di massima è stato sviluppato principalmente nei laboratori di Frascati dell’ENEA, con la collaborazione di diverse università italiane. […]

Inoltre, sempre secondo i progettisti, IGNITOR si trova da anni in una fase avanzata di progettazione, tanto che potrebbe partire la costruzione del nocciolo della macchina, essendo stati già realizzati prototipi dei suoi principali componenti negli anni ’80 e ’90.”


E quindi? direte voi. Forse state dimenticando che la ricerca sul nucleare è proibita, almeno qui da noi. Infatti facciamoci due risate:

“Per ovviare a tale problema il 26 aprile 2010 il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi ha firmato un memorandum d’intesa con il Primo ministro russo Vladimir Putin nel quale viene sancita la collaborazione dell’Italia con la Russia per la realizzazione di un prototipo di IGNITOR sul suolo russo,[2][3] aprendo dunque nuove prospettive per il progetto.”

(Un Tokamak. Non è bellissimo?)

E qui non si sa, come al solito, se ridere, piangere o arrabbiarsi.

Ma questo è niente! Colmo dei colmi, in Italia le centrali nucleari ci sono eccome, solo che non lo sappiamo. E sono pure abbastanza vecchie. Altro che questi gioielli della scienza e della tecnica.

Stiamo parlando dei sommergibili che scorrazzano più o meno felicemente nel Mediterraneo e che attraccano nei porti italiani. Riporto da qui:

Cos’è questa storia delle centrali nucleari nel Mediterraneo?

Ne abbiamo almeno quattro, forse cinque se si aggiunge un’unità britannica di cui però non siamo certi: tre sommergibili Usa (il Provvidence, lo Scranton e il Florida) e una portaerei francese, la Charles De Gaulle. Tutte a propulsione nucleare […]

E approdano nei nostri porti?

Sì, certo. Ad Augusta, provincia di Siracusa, attraccano sottomarini a propulsione nucleare (nella foto sopra lo Scranton ad Augusta lo scorso 6 marzo). Augusta è il porto principale per operazioni di rifornimento della VI Flotta Usa, è ed un pull delle Forze Nato. Ma sono coinvolti anche i porti di Napoli, Genova, Livorno, Brindisi, Cagliari. Quello che è grave è che nessun piano di evacuazione delle popolazioni da queste zone è stato mai approntato […]

Intervista di Massimo Malerba […] Firmato il comandate CV Francesco Frisone”


Non sono gli italiani che sono scemi… Sono bravi a manipolarli.

2 thoughts on “Italia fai ridere… no è già da un pezzo che fai pena”

  1. Volevo segnalare che in base alla legge e ai referendum i reattori nucleari NON sono proibiti è la produzione di energia elettrica da centrali che è proibita.
    È anche proibito per l'enel partecipare alla costruzione di centrali all'estero, cosa che invece fa regolarmente…

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