Category Archives: Anime

Post trasversale

(Non solo perché è stato posto sotto più categorie.)

Stamattina ho sentito una canzone che mi ha molto colpito: Calling you di Jeff Buckley (clic per aprire in Youtube).

Tornato a casa incuriosito leggo la sua biografia, sento altre canzoni su Youtube. Una attrae di più la mia attenzione, "So real", eccola qui:

 

 

Mentre la ascolto realizzo che l'ho già sentita, e che mi piace pure parecchio. Poi mi scatta qualcosa, forse la sonorità, o forse la parola "Real", o forse entrambe le cose mi ricordano Ergo Proxy e la sigla opening Kiri:Monoral (vedi che la tizia con l'ombretto blu si chiama appunto Real).

Allora cerco su Google un'espressione tipo "jeff buckley so real ergo proxy" e guarda un po' saltano fuori diverse cose, attra la mia attenzione eNotes, a questa pagina, References to Ophelia. Tana per entrambi, per un altro motivo, poi:

["In Ergo Proxy's OPUS TWO soundtrack, track number 10 is named "Ophelia", referring to a similar situation the main character went through. … Rufus Wainwright mentions Ophelia in reference to Jeff Buckley's performance of Hallelujah, in the song Memphis Skyline (then came hallelujah, sounding like mad ophelia for me in my room living…)."]

Traggo abilmente presagi…? 🙂 forse bisognerebbe fare esperimenti con riferimenti incrociati a caso e vedere che esce fuori a causa della natura della rete. Ma la coincidenza romantica è di gran lunga più affascinante.

Gli Anime secondo Pasquale

"In questa email devo esternare il mio pensiero sulle serie anime/film di animazione/film giapponesi, visto che sabato ne ho visto uno, per promesse sul cambiamento della qualità dell’animazione, vista la computer grafica e gli effetti tridimensionali, visti i concetti innovativi e i budget astronomici etc etc…ok, vediamolo.

E, non so se vi è mai capitato di vederli, oh, va sempre nella stessa maniera:

 –         I finali vanno sempre a parare sullo stesso concetto. Il cattivo muore, e ok, ma si porta indietro spesso e volentieri, o lui, o lei; Peggiore dei casi, muore uno per colpa, diretta o indiretta, dell’altro, e chi sta a terra, ansimando, dice sempre “non preoccuparti, non è nulla” e poi gli parte la vita e i ricordi davanti.

–         I finali durano o 10 secondi, che tu guardi e ti chiedi “E che è?” e controlli che non abbiano tagliato la “pellicola” per fare uno scherzo, o che non ti sia seduto accidentalmente sul tasto [>>], oppure mezz’ora, e in quel tempo le cose si incasinano a tale velocità che ogni secondo vai in panico perché non ci stai capendo più nulla, e quando finisce hai le lacrime, stringi i pugni e gridi a denti stretti “Perchèèè!!!”, perché non c’hai capito niente.

–         Il protagonista e l’antagonista erano almeno compagni di giochi o di classe. Possono essere amici di infanzia, allievi dello stesso maestro, o, nella peggiore delle ipotesi, fratelli.

–         Agli amici di infanzia e ai compagni di scuola, guarda te il caso maledetto, piaceva la stessa ragazza, che non ha mai capito nulla di niente, o che era innamorata di uno dei due, ma lo teneva segretamente nascosto perché lo deve dire gli ultimi 10 secondi o nella mezz’ora, una cosa del genere, sia che stia morendo, sia che tenga tra le braccia il morente. In rari casi avviene mentre tiene in braccio il nemico che oltre a schiattare, era segretamente o palesemente innamorato di lei. E il buono steso a qualche metro ascolta. Stiamo così, in giappone….

–         Nel corso del film, appare sempre un animale strano. O un Pikachu, o un sorcio con le ali, un cane brutto forte, ma intelligente, un gatto con strane potenzialità, un uomo lucertola o altro…

–         Esiste sempre una ragazzina o ragazzino – orfano o cacciato via da casa o scappato da casa o che ha perso i suoi – che si caccia nei guai, che fa quello che non dovrebbe fare, che dice quello che non doveva dire o che prende quello che non doveva prendere… anche se glielo hanno detto 15000 volte, anche se lo hanno chiuso in stanza con un lucchetto d’acciaio da 1,2 kg, sottoterra, legato ai ceppi e imbavagliato, sedato e/o drogato, e in fin di vita.

–         Se i Protagonisti sono giovani, esiste sempre la componente adulta e/o una componente anziana. Quindi o le parti sono sostenute rispettivamente da un adulto arrogante e sconsiderato o da un vegliardo saggio e cauto.

–         I due saggi descritti nel punto precedente erano almeno compagni di giochi o di classe. Possono essere amici di infanzia, allievi dello stesso maestro, o, nella peggiore delle ipotesi, fratelli (vedi punto 3), e tra loro, o si odiano, o si temono;

–         Il Look gioca un ruolo importante. Come per le qualità, anche l’aspetto segue ferree regole. Se il giovane protagonista è biondo, il giovane antagonista sarà moro, e viceversa. Se il vecchio saggio di uno ha la barbetta, il vecchio saggio dell’altro avrà i baffetti. La ragazza invece avrà capelli rossi o blu, o al limite una gradazione che va dal marroncino al turchese, a piacere. In alcuni casi si arriva ad usare un verde. (Mah). Insomma nessuno va dallo stesso parrucchiere, sia chiaro.

–         A differenza dei cartoni occidentali anni 80, dove il cattivo aveva paura in qualche modo del buono, qui il cattivo è sempre più forte, ha più mezzi e più potere, ha più disponibilità economica, ha molti seguaci, tutti in uniforme e con lo stesso tatuaggio. Il Buono è sempre, morto di fame, preso dalla strada, e spesso e volentieri, non gli va nemmeno da fare quello che deve fare, e ce lo mandano a forza (facendosi male reiterate volte);

–         La legge fisica non esiste, è a sé. Delle volte per sfortunate coincidenze sembra assomigliare alla nostra, ma in genere i salti sono di 12 metri, la moto può arrivare a 240 anche se è un modello di 10 anni fa, i salti con i veicoli seguono una traiettoria pressoché retta, la pioggia se SEMPRE perpendicolare al terreno…

–         Il bullo deve essere sovrappeso e con i brufoli, sennò non funziona.

–         Il 50 % del film è composto da ricordi, dati senza spiegazioni o riferimenti utili.

 

… Ma sono strani ‘sti giapponesi, sì o no???"

: _get Wired_ :


And you don’t seem to understand
A shame you seemed an honest man
And all the fears you hold so dear
Will turn to whisper in your ear
And you know what they say might hurt you
And you know that it means so much
And you don’t even feel a thing

I am falling
I am fading
I have lost it all

And you don’t seem the lying kind
A shame that I can read your mind
And all the things that I read there
Candle lit smile that we both share
And you know I don’t mean to hurt you
But you know that it means so much
And you don’t even feel a thing

I am falling
I am fading
I am drowning, help me to breathe
I am hurting
I have lost it all
I am losing, help me to breathe