"In questa email devo esternare il mio pensiero sulle serie anime/film di animazione/film giapponesi, visto che sabato ne ho visto uno, per promesse sul cambiamento della qualità dell’animazione, vista la computer grafica e gli effetti tridimensionali, visti i concetti innovativi e i budget astronomici etc etc…ok, vediamolo.
E, non so se vi è mai capitato di vederli, oh, va sempre nella stessa maniera:
– I finali vanno sempre a parare sullo stesso concetto. Il cattivo muore, e ok, ma si porta indietro spesso e volentieri, o lui, o lei; Peggiore dei casi, muore uno per colpa, diretta o indiretta, dell’altro, e chi sta a terra, ansimando, dice sempre “non preoccuparti, non è nulla” e poi gli parte la vita e i ricordi davanti.
– I finali durano o 10 secondi, che tu guardi e ti chiedi “E che è?” e controlli che non abbiano tagliato la “pellicola” per fare uno scherzo, o che non ti sia seduto accidentalmente sul tasto [>>], oppure mezz’ora, e in quel tempo le cose si incasinano a tale velocità che ogni secondo vai in panico perché non ci stai capendo più nulla, e quando finisce hai le lacrime, stringi i pugni e gridi a denti stretti “Perchèèè!!!”, perché non c’hai capito niente.
– Il protagonista e l’antagonista erano almeno compagni di giochi o di classe. Possono essere amici di infanzia, allievi dello stesso maestro, o, nella peggiore delle ipotesi, fratelli.
– Agli amici di infanzia e ai compagni di scuola, guarda te il caso maledetto, piaceva la stessa ragazza, che non ha mai capito nulla di niente, o che era innamorata di uno dei due, ma lo teneva segretamente nascosto perché lo deve dire gli ultimi 10 secondi o nella mezz’ora, una cosa del genere, sia che stia morendo, sia che tenga tra le braccia il morente. In rari casi avviene mentre tiene in braccio il nemico che oltre a schiattare, era segretamente o palesemente innamorato di lei. E il buono steso a qualche metro ascolta. Stiamo così, in giappone….
– Nel corso del film, appare sempre un animale strano. O un Pikachu, o un sorcio con le ali, un cane brutto forte, ma intelligente, un gatto con strane potenzialità, un uomo lucertola o altro…
– Esiste sempre una ragazzina o ragazzino – orfano o cacciato via da casa o scappato da casa o che ha perso i suoi – che si caccia nei guai, che fa quello che non dovrebbe fare, che dice quello che non doveva dire o che prende quello che non doveva prendere… anche se glielo hanno detto 15000 volte, anche se lo hanno chiuso in stanza con un lucchetto d’acciaio da 1,2 kg, sottoterra, legato ai ceppi e imbavagliato, sedato e/o drogato, e in fin di vita.
– Se i Protagonisti sono giovani, esiste sempre la componente adulta e/o una componente anziana. Quindi o le parti sono sostenute rispettivamente da un adulto arrogante e sconsiderato o da un vegliardo saggio e cauto.
– I due saggi descritti nel punto precedente erano almeno compagni di giochi o di classe. Possono essere amici di infanzia, allievi dello stesso maestro, o, nella peggiore delle ipotesi, fratelli (vedi punto 3), e tra loro, o si odiano, o si temono;
– Il Look gioca un ruolo importante. Come per le qualità, anche l’aspetto segue ferree regole. Se il giovane protagonista è biondo, il giovane antagonista sarà moro, e viceversa. Se il vecchio saggio di uno ha la barbetta, il vecchio saggio dell’altro avrà i baffetti. La ragazza invece avrà capelli rossi o blu, o al limite una gradazione che va dal marroncino al turchese, a piacere. In alcuni casi si arriva ad usare un verde. (Mah). Insomma nessuno va dallo stesso parrucchiere, sia chiaro.
– A differenza dei cartoni occidentali anni 80, dove il cattivo aveva paura in qualche modo del buono, qui il cattivo è sempre più forte, ha più mezzi e più potere, ha più disponibilità economica, ha molti seguaci, tutti in uniforme e con lo stesso tatuaggio. Il Buono è sempre, morto di fame, preso dalla strada, e spesso e volentieri, non gli va nemmeno da fare quello che deve fare, e ce lo mandano a forza (facendosi male reiterate volte);
– La legge fisica non esiste, è a sé. Delle volte per sfortunate coincidenze sembra assomigliare alla nostra, ma in genere i salti sono di 12 metri, la moto può arrivare a 240 anche se è un modello di 10 anni fa, i salti con i veicoli seguono una traiettoria pressoché retta, la pioggia se SEMPRE perpendicolare al terreno…
– Il bullo deve essere sovrappeso e con i brufoli, sennò non funziona.
– Il 50 % del film è composto da ricordi, dati senza spiegazioni o riferimenti utili.
… Ma sono strani ‘sti giapponesi, sì o no???"