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Making of

La pressione

Il senso di bisogno causa dell’espressione. (non avevo mai notato: es-pressione – etimologia: spingere fuori). Dicevo è proprio una sensazione di pressione, qualcosa che ti spinge, da dentro. E’ una forza, un concetto, non precisamente definito; nella sua istanziazione si particolareggia e si cristallizza, delineandosi.

Impulso creativo

Atavico desiderio di portare all’esistenza, di rendere manifesto nella realtà qualcosa che abbiamo dentro, un pensiero, una fantasia, un’immagine.

Il linguaggio (nel suo senso più ampio) è il “suono” che ne risulta.

Falqui

E’ capitato in passato di aver avuto persone che seguivano il mio blog (chissà se ogni tanto tornano ancora?) o che a un certo punto, magari poco dopo avermi conosciuto, si sono messe lì e hanno guardato un po’ tutto quello che avevo postato da quel momento indietro.

Per quanto faccia piacere essere in questo senso “noti”, non è questo il motivo per cui uno come me tiene un sito del genere, uno strumento, un luogo in cui raccogliere alcune delle proprie forme espressive, per fare delle riflessioni, o per condividere qualcosa di bello.

E’ troppo che non scrivo. Non su questo sito. In generale. In questo blog, l’ultimo post risale a luglio. L’ultima cosa significativa che vi ho scritto, risale a marzo. Per il resto, vuoto totale.

E non è bello, soprattutto non fa bene. Una stipsi psichica. Mamma mia che paura.

E’ possibile divenire tendenzialmente più riservati, meno inclini alla compartecipazione… Ma si rischia di disimparare l’espressione, di divenire ottusamente silenziosi, dei citrulli pensanti.

E, come ampiamente chiarito in precedenza, il citrullo illuminato non ha alcun valore; è meglio una mezza parola nuda e cruda che un intero discorso taciuto.

 

Polvere e ragnatele su un vecchio disco di vinile che porta incise le sinfonie di Beethoven

Un quadro, una scultura di un artista celeberrimo, all’interno di un caveau

Un semplice fiore secco in un libro che non viene mai aperto

Un sorriso che non illumina mai il tuo viso

Una canzone che non ti esce mai dalle labbra socchiuse, neanche quando fai la doccia

Un colore bellissimo, e fai solo disegni a matita

Un libro pieno di sapienza che nessuno legge