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Welcome
HawkesLair ha una nuova veste grafica (e un codice degno) benvenuti nel mio nuovo blog! Abbiate una buona giornata!
Dakishimetai no ni…
I wanna hold you so tight
Si dissangua, si dilapida
malinconia è lancinante, ricordi a fiumi inarrestabili
il dolore la perdita si irradia
ma era solo il riflesso di un altro sé stesso
la fallace riproduzione di qualcuno che si supponeva fossi tu
ciechi a noi stessi
ci riconosciamo solo in pezzi di altri
ed ecco perché quando li perdiamo soffriamo – è la paura di scomparire – il più delle volte è quindi una pulsione egoistica, che riguarda cioè solo sé stessi. Una storia, una persona, un posto, una musica… Si trasformano in ricordo, cioè si trasformano in una parte di noi, quando anche in partenza non erano che assonanze-risonanze del nostro stesso essere. Non c’è tempo nell’io
tutto coesiste
e mai niente finisce
non c’è né principio né fine
alcune cose sono sempre state lì, aspettando solo di essere trovate
altre sembrano sparire ma non se ne vanno mai del tutto
dietro a un occhio, sotto un dito
compresse e celate in qualche piega della pelle
Arpa celeste
suona la mia vita
e fa che io possa essere intonato
ed evitare di andare fuori tempo.
Triste invece è quando qualcuno ci viene tolto, per questo o quel motivo… Allora l’io non c’entra molto… Continui ad amare, si a modo tuo, per quanto puoi, ma il tuo cuore continua a battere un po’ anche per loro
e continui a sanguinare
un’emorragia continua
che versi con gioia sull’altare dell’amore – a volte a ragione, a volte no –
amicizie, fratelli, donne… tanti strappi di dimensioni diverse finché al centro rimani solo tu
esasperato, ustionato, esacerbato
urlante
ma mai con odio
Vacca stesa!!
Eros ti odio
Oggi ti dedico il mio rancore
tu, amore romantico
tu che ti spacci per innocente e delizioso putto
non sei altro che un inganno
Dicono che le tue frecce portano l'amore
ma in realtà frantumano i cuori
e tu non te ne curi minimamente
continui a volare qui e là e ad infestare i nostri sogni.
Che tu possa essere bandito dai cieli
possa tu essere incatenato in attesa di giudizio
affinché qualcun'altro più saggio possa prendere il tuo posto.
I piaceri della vita pt.1
Inauguro questa seconda serie con l'alimento più confortante di questi ultimi tempi. Il Cappuccino! Spesso più efficace di cioccolate o pizze varie, di pomeriggio o anche dopo cena, non solo alla mattina, si rivela puntualmente la classica mano santa.
The Book of Love
Il libro dell'amore è lungo, e noioso.
Nessuno può comprendere questa dannata cosa
E' pieno di schemi, di fatti, di immagini,
e di passi di danza.
Ma io,
io amo quando me lo leggi
e tu,
tu puoi leggermi qualsiasi cosa.
Nel libro dell'amore c'è della musica;
in realtà è da lì che la Musica proviene.
A volte è semplicemente trascendentale,
a volte è soltanto sciocca.
Ma io,
io amo quando la canti per me
e tu,
tu puoi cantarmi qualsiasi cosa.
Il libro dell'amore è lungo, noioso,
ed è stato scritto molto tempo fa.
E' pieno di fiori, e scatoline a forma di cuore,
e di cose che siamo tutti troppo giovani per poterle comprendere.
Ma io,
io amo quando mi doni qualcosa
e tu,
tu dovresti donarmi delle fedi nuziali.
Libertà e timore
Quanto si è detto su l'essere liberi da ansie, paure in generale.
Da un punto di vista strettamente fisiologico, gli stati d'ansia (la paura, il panico, la tensione nervosa, insomma avete capito no?) sono semplicemente nocivi. Anche a livello chimico. E questo da solo basterebbe nel ribadire l'importanza, il bisogno di liberarsi dalla paura.
Ma la guida migliore come sappiamo l'abbiamo nella Bibbia, quindi ecco dei motivi anche migliori:
1) 1 Giovanni 4:18 – Non c’è timore nell’amore, ma l’amore perfetto caccia via il timore, perché il timore esercita una restrizione. In realtà, chi ha timore non è stato reso perfetto nell’amore.
Sulla parola “restrizione” c'è una nota in calce: “correzione; freno; punizione”. Lett. “potatura”. L'applicazione di questo versetto, controllando il contesto, riguarda la “libertà di parola nel giorno del giudizio”.
Tuttavia l'uso del termine restrizione associato all'idea di correzione, freno, punizione, potatura, mi fa venire in mente un'immagine: la camicia di forza. Non altero il significato del versetto dicendo che il timore, in senso generale, ci paralizza. Questa è una verità umanamente generalmente riconosciuta. Il timore è come una camicia di forza: ci blocca, ci frena, ci è di impedimento. Pensate ai rapporti con gli altri, o in congregazione. Non sto parlando di cose che vanno contro le norme di consuetudine, convenienza, se non addirittura morali. Sto parlando di quelle cose grandi o piccole che accadono a livello di comunicazione. Non può farci bene indossare una camicia di forza mentale, qualcosa che esercita una restrizione, che castighi la nostra persona, la nostra indole, la nostra personalità.
Ma qual'è la soluzione? Essere perfetti nell'amore..! Ah quanto ci sarebbe da dire su questo… Dico solo questo: se l'amore di basa sui princìpi (agàpe) quindi di puro altruismo, volto al dare, al bene del prossimo, come si può pensare di avere contemporaneamente paura? Tutte le nostre azioni e parole saranno volte al bene, per quello che dipende da noi, quindi non c'è proprio nulla di cui temere, conseguenze o responsabilità per noi.
Allora il problema si sposta: non dobbiamo soltanto cercare di non provare paura (poveri illusi che fanno sport estremi!) o di superare le nostre paure, ma anche e soprattutto cercare di perfezionare il nostro Io facendo sì che i nostri pensieri desideri azioni sentimenti parole siano buoni. Buoni in senso lato, in senso morale.
Come dice Colossesi 3:9-10: “…Spogliatevi della vecchia personalità con le sue pratiche, e rivestitevi della nuova [personalità], che per mezzo dell’accurata conoscenza si rinnova secondo l’immagine di Colui che la creò” Quindi un processo continuo, un rinnovarsi, avvicinandosi volta dopo volta maggiormente all'ideale umano, la perfezione: essere fatti a immagine (ombra) di Dio.
Ma torniamo al timore:
2) Ebrei 13:5-6 – “…Poiché egli ha detto: “Non ti lascerò affatto né in alcun modo ti abbandonerò”. Così possiamo aver coraggio e dire: “Geova è il mio soccorritore; non avrò timore. Che mi può fare l’uomo?””
Un altro aspetto del frutto dello spirito che annulla il timore è la fede. Un granello di fede può spostare i monti, ricordiamocelo sempre. Quindi se abbiamo davvero fede diremo ai nostri timori, piccoli o grandi: “va e gettati nel mare!”, perché abbiamo la certezza che Geova ci aiuterà. Questo nelle piccole sfide quotidiane è utilissimo. Non si applica solo alla persecuzione dell'uomo, che in definitiva anche se dovesse ucciderci, avremmo forse perso tutto? Tutto ciò che abbiamo viene da Dio, e come ce l'ha dato una volta può darcelo una seconda (ricordiamo anche Giobbe). Perfezioniamo quindi anche la nostra fede. Sforziamoci di fare come Anna, che dopo aver versato le sue angosce dinanzi a Dio e aver ricevuto la benedizione di Eli: “E la donna se ne andava per la sua via e mangiava, e la sua faccia non fu più preoccupata.” Confidare in Geova non significa solo aprirgli il nostro cuore per quanto riguarda le nostre preoccupazioni, ma anche “gettare su di lui il nostro peso”. Se dopo averlo fatto continuiamo a sentire comunque questo peso, significa che c'è qualcosa che non va'!
Infine:
3) Luca 12:25 – “Chi di voi può, essendo ansioso, aggiungere un cubito alla durata della sua vita?”
La verità è che preoccuparsi non serve a nulla. Non cambia assolutamente la realtà dei fatti, non ci rende maggiormente in grado di far fronte alle difficoltà. Serve solo a farci stare male. Riflettere anche su questo ci aiuterà a liberarci un pochino di più dalle nostre paure.
Quindi, sforziamoci di seguire sempre di più le vie dell'amore e di accrescere la nostra fede in Geova percependolo per quello che è: una reale persona, un padre che si preoccupa per noi ed ha il potere e il desiderio di aiutarci. Allora i nostri passi saranno davvero liberi e leggeri.



