Sono Asociale?

Sono Asociale?

Io non credo.

Siete voi che siete asociali.

Di cosa stiamo parlando: scambi, comunicazione. Nella fattispecie: al giorno d'oggi (vedi social networks e altri mezzi tecnologici). Ora non mettiamoci a parlare dettagliatamente di social networks altrimenti non è che facciamo notte, facciamo direttamente secolo.

Io non sono iscritto a nessun social network. E me ne vanto. Certo è molto più comodo affidare a una struttura esterna (virtuale-cibernetica o fisica-istituzionale che dir si voglia) la gestione (sia in senso quantitativo e qualitativo) delle proprie relazioni umane. Ma non per questo è giusto, corretto, salutare o conveniente. Ecco che scatta l'inverso: quelli come me per alcuni passano per asociali, diversi, alienati, mentre è vero il contrario. Siete tutti voi che siete dipendenti da mezzi come questi ad essere alienati. Gli asociali. L'essere sociale (come si suppone l'uomo sia) ha bisogno di relazioni interpersonali, di rapporti con il prossimo di amicizia, conoscenza, amore, ecc. Ma questi devono essere autentici! Sia sul piano della loro natura, sia sul piano dei loro contenuti!

La vera rete sociale è li fuori, ed è costituita da tutti quelli che incontrate. I vostri amici sono i server, gli hub, i siti più facilmente raggiungibili. I dati ve li scambiate con le parole, con le azioni, con le emozioni. Gli altri vi conoscono per quello che siete solo se in questo modo permettete loro di conoscervi per quello che siete! No non è un errore di battitura. 

L'uso massiccio di questi mezzi è una malattia, una devianza. Non vi fa bene. Un conto è usare un mezzo che rende possibile un nuovo o altrimenti irraggiungibile livello di comunicazione, un altro è usarlo parzialmente in sostituzione di altri più validi o addirittura in prevalenza!  

Uscite dai vostri gusci, abbandonate le vostre paure, e iniziate a vivere davvero, scambiando ciò che avete con gli altri! Ricordate che "c'è più felicità nel dare che nel ricevere". Non sapete cosa vi state perdendo! 

Senza fare di tutta l'erba un fascio, stanno cercando di incastrarvi.

7 thoughts on “Sono Asociale?”

  1. Ottimi post complimenti!
    era un po' che non mi affacciavo qui..questo post è molto opportuno perchè davvero alcuni si "frequentano" più via Internet che di persona ed è sicuramente un male del secolo…però io sinceramente apprezzo molto alcuni social network e programmi di messaggistica istantanea perchè altrimenti molti amici residenti all'estero li avrei completamente persi!Cioè, se si ha la capacità di non diventarne dipendenti allora sono un'ottima via di comunicazione…certo che se un amico lo vedi tutti i santi giorni o quasi e si arrabbia, o peggio ti considera asociale, perchè non sei sul social network beh è completamente assuefatto e "ipersociale"! :oD

  2. mah ! la verita' come sempre e' nel mezzo . Il troppo , in un senso o nell'altro , stroppia . Considerare asociali chi vive dall'altra parte della barricata e' , in tutta franchezza , una forma di razzismo e di classismo. Facebook ( come altri social network simili ) e' straordinario per tenere vive amicizie che altrimenti finirebbero nell'oblio per eccessiva distanza o mancanza di mezzi finanziari-economici che ci permetterebbero di fare una sana rimpatriata, Usarlo eccessivamente d'altra parte crea dipendenza .  Mi sembra che classificare le persone solo sulla base di un utilizzo piu' o meno massiccio del network sia riduttivo . Guardare gli altri in modo patetico e pietoso e',  secondo me , avere un'eccessiva stima  di se stesso e di scarsa intelligenza altrui.  Mi sembra di leggere tra le righe , come disse il grande Sordi …. io so' io e voi nun siete …… e mi fermo qui.  il dibattito e' aperto …… attendo risposte .  

  3. Premesso che quel che disse Sordi è chiaramente corretto…
    Scherzi a parte: questo post nasce dalla reazione proprio all'accusa, alla classificazione, all'epiteto RICEVUTO di non essere "normale" o "socialmente normale" a causa del fatto che non sono presente su un social network. Ricevuto non propriamente da me ma da quelli come me. (Quindi non difendo solo la mia posizione, ma la categoria). Essendo io contro corrente, devo difendermi, rispondere, sconfessare l'erronea opinione comune bla bla bla
    In sintesi: quelli strani siete "voi" (o loro), e non "noi".
    Sul fatto che la verità sia nel mezzo sono pienamente d'accordo, e mi scuso se tale concetto è risultato offuscato dalla veemenza dell'argomentazione… Del resto, il problema dell'uso eccessivo di questa come di qualsiasi altra creazione umana è evidente e non è una mia opinione, come il tuo commento conferma.
    Quindi lungi da me classificare, per lo meno in base a un singolo elemento. Lo scopo è mettere in evidenza un punto cieco ai più.
    (e, per concludere rimanendo in tema di sordi, non c'è peggior sordo di chi nun vò sentì.)

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