Dato il proliferare di bufale, sòle, pacchi e mattoni, mi sono sentito attratto da questo post dal provocatorio titolo, il quale a sua volta mi ha condotto su un sito che mi sento di segnalare come interessante e meritorio: https://www.brainpickings.org/, lascio a voi la facoltà di interessarvene.
L’articolo citato come fonte su questo secondo sito parla del libro “Il mondo infestato dai demoni” di Carl Sagan, che contrariamente a quanto potrebbe sembrare dal titolo, tratta del metodo e dello scetticismo scientifici. Non entro nel merito delle materie citate… Ribadendo di prestare attenzione alle strumentalizzazioni e agli estremismi propri dell’interazione tra scienza, fede, pseudoscienza, credulità e scetticismo, vi cito un breve estratto anche definito “rilevatore di bufale” (traduzione impropria e libera di “baloney detection kit”), ovvero nove punti applicabili in ogni ambito, non solo scientifico, che ci consentono di mettere alla prova la veridicità di un’affermazione o idea.
- Ogni volta che è possibile, deve esserci una conferma indipendente dei “fatti”.
- Incoraggia il dibattito tra esperti in materia che hanno punti di vista diversi.
- Le tesi sostenute dalle autorità hanno scarso perso – le “autorità” hanno fatto errori in passato. Lo faranno di nuovo in futuro. Forse un modo migliore di dirlo è che nella scienza non ci sono autorità; al massimo ci sono degli esperti.
- Fai più di una ipotesi. Se c’è qualcosa che deve essere spiegato, pensa a tutti i modi diversi in cui lo si può fare. Quindi pensa a dei test tramite i quali poter sistematicamente smentire ognuna delle alternative. Quella che sopravvive, l’ipotesi che resiste alla smentita in questa Darwiniana selezione fra “multiple ipotesi funzionanti”, ha la probabilità più alta di essere la risposta corretta piuttosto che quella che potresti tenere per buona perché ti ha attratto per prima.
- Cerca di non affezionarti troppo ad un’ipotesi solo perché è la tua. È solo una tappa intermedia nella ricerca della conoscenza. Chiediti perché ti piace l’idea. Paragonala onestamente con le alternative. Vedi se riesci a trovare motivi per rifiutarla. Se non tu, lo faranno altri.
- Quantifica. Se ciò che stai spiegando può essere misurato, o è relativo a qualche quantità numerica, sarai molto più in grado di discriminare fra ipotesi in competizione. Ciò che è vago e qualitativo è aperto a molte spiegazioni. Naturalmente ci sono verità che devono essere ricercate nei molti temi qualitativi con i quali siamo obbligati a confrontarci, ma trovarle è più impegnativo.
- Se nel ragionamento ci sono “anelli”, ogni anello della catena deve funzionare (inclusa la premessa) – non soltanto la maggior pate di essi.
- Il Rasoio di Occam. Questo comodo principio ci spinge, quando siamo di fronte a due ipotesi che spiegano i dati ugualmente bene, a scegliere la più semplice.
- Chiediti sempre se le ipotesi possono, almeno in linea di principio, essere falsificate. Le proposizioni che non sono verificabili né falsificabili valgono poco. Considera la grande idea che il nostro Universo e tutto ciò che vi è contenuto sia solo una particella elementare – un elettrone, ad esempio – di un Cosmo molto più grande. Ma se non potremo mai acquisire informazioni dall’esterno del nostro Universo, non è l’idea impossibile da smentire? Devi essere in grado di verificare le asserzioni. Gli scettici inveterati devono avere la possibilità di seguire il tuo ragionamento, replicare i tuoi esperimenti e vedere se ottengono gli stessi risultati.
Ora, provate ad applicare questi punti alla teoria dell’evoluzione.
P.s. ci stavo pensando a cose molto simili proprio di recente, il link funge anche a 2000 Km di distanza…
Il mio ragionamento è però scaturito da motivi diversi e molto peggiori…
Come sai lavoro nel settore analitics, e ho accesso davvero a tante informazioni…
E ti assicuro che se parlo faccio un disastro -.- e dati alla mano sulla navigazione di 18 milioni di persone o.O