Punti Notevoli – Geremia cap.15

Ragione e sentimento; conoscete quest’espressione?
E’ un titolo celebre; ed è un concetto chiaro per tutti: la nostra “mente” pensa, mentre il nostro “cuore” simbolico sente.

Ma perché diciamo questo?

Perché a volte, anzi, forse spesso, queste due componenti della nostra persona interiore potrebbero non andare molto d’accordo. Razionalmente potremmo comprendere un determinato concetto, fare determinati ragionamenti, ma emotivamente potremmo essere portati in tutt’altra direzione per quanto riguarda le nostre scelte e azioni, piccole o grandi che siano.

Leggiamo nel libro di Geremia come anche lui si trovò in situazioni esattamente di questo tipo. Riflettere sul suo esempio ci aiuterà a capire come risolvere i nostri conflitti interiori.
Ora seguitemi nella lettura del versetto 16 del capitolo 15. Notiamo quali sono i pensieri, le consapevolezze del profeta:

“Si trovarono le tue parole, e le mangiavo; e la tua parola diviene per me l’esultanza e l’allegrezza del mio cuore; poiché il tuo nome è stato invocato su di me, o Geova Dio degli eserciti.”

Che belle espressioni di fede, apprezzamento e amore per Geova, non è vero? Non ci fanno tornare in mente la nostra reazione quando abbiamo conosciuto Geova e le sue verità? Lo zelo che si è acceso in noi da quel momento in poi? La determinazione a fare la Sua volontà quali suoi servitori dedicati?

Ma ora leggiamo le emozioni del profeta in quello stesso contesto, nei versetti 15, 17b e 18. Cerchiamo di immaginarci il suo stato d’animo, le sue espressioni:

“Tu stesso hai saputo. O Geova, ricordati di me e rivolgimi l’attenzione e vendicami sui miei persecutori. Nella tua lentezza all’ira non togliermi via. Nota che sopporto il biasimo a motivo di te stesso. …A causa della tua mano mi son seduto tutto solo, poiché mi hai riempito di denuncia. Perché il mio dolore è divenuto cronico e il mio colpo incurabile? Ha rifiutato di sanarsi. Tu mi divieni positivamente come una cosa ingannevole, come acque che si son mostrate infide.”

Che contrasto!! Sembra che a parlare sia un’altra persona!

Ci capita mai di sentirci così?
E’ del tutto normale.
Noi oggi ci troviamo in una situazione analoga: è cambiata l’epoca, la situazione geopolitica, ma l’incarico è lo stesso. La reazione del pubblico è la stessa. I sentimenti nostri, sono gli stessi.

E allora, qual è la soluzione? Come ha fatto Geremia a superare questi momenti? Imitando il profeta, dovremmo pregare Geova costantemente, sempre. E fervidamente, cioè con fervore, intensamente, con grande partecipazione emotiva. Tramite questo straordinario provvedimento, ci rivolgeremo a Lui per avere sostegno nel compiere la “strana” opera di predicazione. Ci appoggeremo a Lui qualora pensassimo di non poter andare avanti. Cercheremo la sua guida qualora non comprendessimo il perché accadano certe cose.

Solo esprimendoci in preghiera in questo modo possiamo risincronizzare, rimettere d’accordo i nostri sentimenti con la mente: rafforzeremo la nostra fiducia in Geova, consapevoli che ha sempre il pieno controllo della situazione. Ricordiamo sempre che la sua volontà si compirà nei modi e nei tempi che lui sa essere migliori.

Questo è garantito, non abbiamo alcuna ragione di dubitare.

Allora sentiremo nel nostro cuore lo stesso calore, la stessa sicurezza che provò Geremia quando Geova gli disse, ai versetti 20-21:

““E io ti ho reso per questo popolo un muro di rame fortificato; e certamente combatteranno contro di te, ma non prevarranno contro di te. Poiché io sono con te, per salvarti e per liberarti”, è l’espressione di Geova. “E certamente ti libererò dalla mano dei cattivi, e certamente ti redimerò dalla palma dei tiranni”.”!

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