E Misiri scrisse

Ciao! Mamma quanto tempo, vero? Scuole diverse, professori diversi, facce nuove…nuove strade si aprono all’orizzonte. Sembra che la scuola come la conosciamonoi sia oramai conclusa, finita.

Ora siamo universitari!!! (Eh, che sedere!-DIRETE VOI, GIA’ VI SENTO).

Avete indubbiamente ragione. Anche io mi sento alquanto strano. Mi alzo la mattina alle sei, per trovarmi alla Facoltà in anticipo, così da non trovare tanta gente sul bus, per non trovare tante persone stipate come bestie nella metro, per non dover correre per arrivare poi all’ultimo momento, sennò ti prendono il posto più bello. E qui si mietono le soddisfazioni, che credete? Alla fine facciamo per la strada tutti lo stesso pensiero, e alle sei di mattina trovo tutta Grottaferrata in piedi, in piazza, ad aspettare un autobus -toh, proprio quello che servirebbe a me-, a malapena trovo il posto. Poi nella metro, pare che tutti aspettino il miotreno, o meglio aspettino me. Appena entro, trovo un casino di gente sulla linea gialla, quasi fosse una linea di trincea, con il coltello tra i denti come i bucanieri, con il giornale Metro che fanno finta di leggere, che prendono perché è gratis, altrimenti non leggerebbero nemmeno con un fucile puntato alla tempia. La voce dello speaker fa: “ci scusiamo, ma a causa di un improvviso problema tecnico il treno subirà un lieve ritardo”. Tre minuti e arriva il treno. Siamo in cinquemila, tutti sulla linea gialla. Il macchinista ci vede con la faccia spaventata, e io lo leggo, sì, lo leggo nei suoi occhi, che vorrebbe tirare quella strabenedetta manopola e scappare a folle corsa verso Battistini, che credo si possa paragonare al “Paradiso dei macchinisti che partono dall’Anagnina”. Invece no. Apre le porte, e tutti entrano con impeto per prendere i posti a sedere. Fioccano bestemmie mugugnate (perché nessuno ha la forza di dire nulla, a quell’ora). Io entro, mi appendo ad un supporto qualsiasi, e contro ogni buona mattina le fermate da fare. Anagnina-Flaminio… 19 FERMATE!!!Ogni giorno mi sento un poco macchinista, sapete? Ogni giorno mi avvicino alla salvezza, nel viaggio… solo che scendo a Flaminio, a al “paradiso” non ci arrivo praticamente mai. Nella metro stiamo tutti stretti, e penso chi me lo ha fatto fare, a svegliarmi alle sei, per quel casino. Comunque, 19 fermate della metro stordiscono peggio di una tirata di cocaina corretta col benzene… quando scendo ho bisogno degli occhiali scuri, e mi devo far portare verso l’uscita dal cane per ciechi. Ah, l’uscita!

…cominci a vedere la stazione metro prima della tua allontanarsi piano, con la gente che corre per le scale perdendo il treno. Prendi la cartella, e la metti davanti, come scudo e nello stesso tempo ariete. Carichi il respiro, ti entra dentro i polmoni tutto quello schifo di odore di metro nelle narici, di sudore,di sonno… vedi che la galleria finisce, ed incominci a intravedere la luce. Carichi il tuo urlo di battaglia, e lì- SI’, IN QUEL MOMENTO COSI’ POETICO- Partela musica di MOMENTI DI GLORIA, e AL RALLENTATORE esci dalla metro investendo in pieno uomini, donne, bambini, vecchiette, carabinieri, controllori (quelli con cattiveria, magari), ed esci fuori, mentre la gente ti corre appresso saltellando, slacciandosi le scarpe, con la maniacale idea di lapidarti adovere…

(beh, intendiamoci, non è proprio così…. Forse ho esagerato un pochino, lo ammetto… MA MI SPEGATE PERCHE’ RENDE COSI’ BENE L’IDEA, PER FAVORE???);E che Miseria…

Don’t you ever

E’ la caduta senza fine dei senza scopo

l’urlo che getti nella voragine ingorda senza vedere cosa?

Non c’è motivo né fine ultimo

né primo sarà chi l’ultimo è stato

Getta getta via ogni cosa e pensieri

che si affollano

o si dileguano

è vapore la mia anima?

O forse, cosa?

Mi stai guardando lo so che

lo stai facendo

lo stai facendo vero?

non c’è niente da vedere



Era un’estate piuttosto calda e la birra era già finita. Posted by Hello

Sto assettato fore ‘o bar

con davanti tre Cynar

tre Sambuche, due Martini

ventiquattro Gingerini

Ho bevuto tre Negroni

quattro cascie di Peroni

‘nu cartone ‘e vino russo

due bottiglie di Petrusso

Vedo tutto un po’ appannato

ed il mondo rivoltato

la bottiglia che si è rotta:

‘o barista a capa sotta

Il liquore sta scorrendo

e per terra è tutto un lago

mentre un dubbio mi tormenta:

– Ma pe’ ccaso sto’ ‘mbriaco? –

Copyright Tony Tammaro inc.

Messaggio da Roy

E bravo il nostro Dario (non uso le maiuscole perche qui in argentina non ci sono sulla tastira), l’unico opponente al dominio dei grandi 3 (Pasco D’Amico e Crem Crem). E si una nuova era si e appena aperta ai nostri occhi, un era in cui le raccomandazioni varranno come la bravura un era un cui be lasciamo perde                                            

 

Roy Bellingan

La biblioteca pt.1

“Sì, va bene. Ci vediamo domani alla biblioteca, alle nove e trenta…”

“Mhn… a quell’ora starò a scuola di Daniele…”

“Ok… facciamo alle nove e quarantacinque. Io inizio e tu poi mi raggiungi”

“Ok. Allora chiamo Pri…”

“Mhn… ma che è sto rumore?”

Ci sono momenti tristi, nella vita di un ragazzo.

Ci sono momenti tristissimi, per i quali sviluppiamo davvero un odio profondo, che come uno spillo sottile si infila nella carne, e provoca dolore…

La sveglia.

In stato di dormiveglia (sarebbe più giusto dire in stato di dormidormi), mi scaravento come una bestia inferocita contro quella scatoletta rumorosa, e quasi stacco la spina a morsi.

Vado al piano di sotto, volando per le scale, e mi appresto a fare colazione.

Quello che vi presento è il bilancio:

18 biscotti effettivi, di cui:

2 biscotti caduti a terra;

4 naufragati e spersi nel fluttuoso caffellatte;

11 spappolati dal cucchiaino;

1 andato, l’ultimo, finalmente in bocca integro.

Poi sclerando sono andato a vestirmi…

Misiri