"Il termine connettivismo (in inglese nexialism) venne introdotto nella fantascienza dallo scrittore canadese Alfred Elton van Vogt nella sua serie di racconti raccolti nel libro Crociera nell'infinito per indicare una immaginaria dottrina. La teoria di van Vogt parte dall'assunto che, avendo ogni singola disciplina raggiunto livelli di specializzazione elevatissimi, sia necessaria una nuova scienza capace di ristabilire le connessioni tra le competenze e le conoscenze di una disciplina e l'altra. Chi si occupa di ciò è definibile come connettivista."
"Per cercare di spiegare una nuova modalità di apprendere basata sul paradigma delle reti, è emersa recentemente una nuova teoria dell'apprendimento nell'era digitale, denominata connettivismo, formulata per la prima volta da George Siemens sulla base delle sue analisi dei limiti che teorie quali il comportamentismo, il cognitivismo e il costruttivismo evidenziano nel tentativo di spiegare gli effetti dell'uso delle tecnologie sul nostro modo di vivere, di comunicare, di apprendere. Il connettivismo si rapporta alla teoria dell'apprendimento abbinata ai nuovi strumenti della tecnologia[1].
Un aspetto peculiare del connettivismo è l'uso della rete con nodi e connessioni come metafora centrale per spiegare come avviene l'apprendimento. [2] In questa metafora, un nodo è qualunque cosa che possa essere connessa ad un altro nodo: informazioni, dati, immagini, sentimenti. L'apprendimento è un processo che crea delle connessioni e sviluppa una rete. Non tutte le connessioni, in questa metafora, sono dotate di uguale forza nella rete; in realtà, molte connessioni possono essere abbastanza deboli."
Quest'ultima teoria mi sta simpatica in quanto analoga alla struttura che nell'uomo effettua tale funzione: il cervello (rete di neuroni e sinapsi… per chi vuole approfondire: Reti neurali)
Che è quel che fai per "tradurmi" al pubblico dominio poi no ?